Il clima è una questione di sicurezza globale: il ‘Super El Niño’ e le sue conseguenze geopolitiche

Super El Niño
Super El Niño

Il fenomeno del Super El Niño: caratteristiche scientifiche e climatiche.


A cura di Ludovica Castellana

Il fenomeno del El Niño rappresenta una delle più rilevanti oscillazioni climatiche del sistema terrestre contemporaneo. Associato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, esso modifica profondamente la circolazione atmosferica globale, influenzando precipitazioni, temperature e frequenza degli eventi climatici estremi su scala planetaria[1]. Questo accade perché durante gli eventi di El Niño, gli alisei si indeboliscono, provocando uno spostamento delle masse di acqua calda verso le coste occidentali dell’America Latina[2]. Quando tali anomalie raggiungono intensità eccezionali -generalmente superiori a +2°C nell’indice ONI (Oceanic Niño Index)- si parla comunemente di “Super El Niño”[3], termine utilizzato per indicare eventi particolarmente intensi come quelli del 1982-83, 1997-98 e 2015-16.
Negli ultimi anni, il crescente impatto del cambiamento climatico antropogenico ha rafforzato il dibattito scientifico sulla possibile intensificazione degli eventi ENSO (El Niño Southern Oscillation)[4]. Sebbene non vi sia ancora consenso definitivo sulla relazione causale diretta, numerosi studi suggeriscono che il riscaldamento globale possa amplificare la frequenza e la severità degli eventi estremi associati a El Niño[5][6][7]. 6 7
Gli effetti climatici associati a tali eventi risultano profondamente asimmetrici. In alcune regioni, come Australia, Indonesia e Africa australe, il Super El Niño provoca gravi siccità e incendi boschivi; in altre aree, tra cui Perù, Ecuador e California, genera precipitazioni estreme e inondazioni devastanti.
In questo contesto, il Super El Niño non può più essere considerato esclusivamente un fenomeno meteorologico. Dal punto di vista teorico, questi fenomeni vengono sempre più interpretati attraverso il paradigma della “climate security”, secondo cui i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza umana e statale. Le sue conseguenze si riflettono infatti sulla sicurezza alimentare, sulle migrazioni climatiche, sulla stabilità economica e sulla sicurezza internazionale.
L’evento climatico diventa quindi un vero e proprio moltiplicatore di instabilità geopolitica -o threat multiplier– capace di aggravare vulnerabilità economiche e tensioni sociali già esistenti. Il clima non agisce necessariamente come causa unica dei conflitti, ma
amplifica fragilità economiche, politiche e sociali preesistenti. In questo senso, il Super El Niño assume una rilevanza geopolitica crescente.

Sicurezza alimentare globale e instabilità politica

Uno degli effetti geopolitici più significativi del Super El Niño riguarda la sicurezza alimentare globale. Le anomalie climatiche associate al fenomeno alterano infatti la produttività agricola mondiale[8], compromettendo raccolti essenziali come riso, mais, grano e olio di palma.
Paesi fortemente dipendenti dai monsoni o dalle precipitazioni stagionali -come India, Indonesia, Etiopia e Brasile- risultano particolarmente vulnerabili. In India, ad esempio, gli eventi di El Niño sono spesso associati all’indebolimento dei monsoni estivi, con conseguenze dirette sulla produzione agricola nazionale e sull’inflazione alimentare. Analogamente, in Indonesia e nel Sud-est asiatico, le siccità prolungate compromettono le coltivazioni di riso e palma da olio, con effetti sulle esportazioni globali[9].
La riduzione dell’offerta agricola internazionale tende inoltre a produrre un aumento dei prezzi alimentari mondiali. Le crisi del cibo del 2007-08 hanno mostrato come improvvisi shock climatici e restrizioni commerciali possano generare forte instabilità politica. L’aumento dei prezzi dei beni alimentari essenziali colpisce soprattutto i Paesi importatori netti di cibo, aggravando povertà e disuguaglianze sociali.
L’inflazione alimentare è stata, infatti, spesso collegata a proteste popolari e rivolte sociali. La letteratura sulla sicurezza umana evidenzia infatti come l’insicurezza alimentare possa minare la legittimità dei governi, aumentare il malcontento e favorire instabilità interna[10][11].  Il Super El Niño agisce dunque come acceleratore di tensioni già presenti nei sistemi politici fragili.
A livello geopolitico emerge anche il fenomeno del “food nationalism”[12]. In situazioni di scarsità alimentare, gli Stati tendono a introdurre restrizioni alle esportazioni agricole per proteggere il mercato interno. Tali politiche, tuttavia, possono aggravare ulteriormente la crisi globale, riducendo la disponibilità internazionale di derrate alimentari e aumentando la competizione per le risorse agricole.
Le disuguaglianze climatiche accentuano ulteriormente il problema. I Paesi più poveri dispongono infatti di minori capacità di adattamento tecnologico e infrastrutturale, risultando maggiormente esposti agli shock climatici. In questo quadro, la resilienza alimentare diventa una componente fondamentale della sicurezza nazionale e internazionale.

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Migrazioni climatiche e crisi umanitarie

Il Super El Niño contribuisce anche all’aumento delle migrazioni climatiche e delle crisi umanitarie. Eventi estremi come siccità, desertificazione, inondazioni e perdita dei raccolti costringono milioni di persone a lasciare le proprie abitazioni, generando fenomeni di sfollamento interno e migrazione transfrontaliera.
Le regioni più vulnerabili includono l’Africa subsahariana, il Sud-est asiatico e l’America Centrale. In queste aree, la forte dipendenza dall’agricoltura di sussistenza rende le popolazioni particolarmente esposte alle anomalie climatiche. La perdita dei mezzi di sostentamento agricolo aumenta infatti il rischio di insicurezza alimentare, povertà estrema e instabilità sociale.
Le migrazioni climatiche possono inoltre produrre tensioni geopolitiche nei Paesi riceventi. L’aumento dei flussi migratori esercita pressione sui sistemi di welfare, sui mercati del lavoro e sulle infrastrutture urbane, alimentando talvolta sentimenti xenofobi e polarizzazione politica.
Dal punto di vista della sicurezza internazionale, numerosi studiosi sottolineano come gli shock climatici possano aggravare conflitti locali preesistenti. La competizione per l’accesso all’acqua, alle terre fertili e alle risorse naturali tende infatti a intensificarsi in contesti caratterizzati da fragilità istituzionale e scarsità economica.
Gli approcci teorici della “environmental security”[13] e della “climate migration” interpretano tali dinamiche come esempi di interconnessione tra degrado ambientale e instabilità politica[14]. Sebbene il cambiamento climatico non rappresenti una causa diretta delle guerre, esso aumenta significativamente il rischio di conflitto in aree già vulnerabili.

Conseguenze economiche globali e ridefinizione dei rapporti di potere

Le conseguenze economiche del Super El Niño hanno implicazioni profonde sugli equilibri geopolitici globali. Gli eventi climatici estremi possono interrompere le supply chains internazionali[15], colpendo produzione agricola, trasporti marittimi ed energia. Le infrastrutture portuali e logistiche, ad esempio, risultano particolarmente vulnerabili a tempeste, alluvioni e variazioni climatiche estreme. Le interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali influenzano direttamente il commercio internazionale, contribuendo all’aumento dei prezzi e alla volatilità dei mercati.
Anche il settore energetico subisce effetti rilevanti. Le siccità compromettono la produzione idroelettrica in numerosi Paesi, aumentando la dipendenza da combustibili fossili e aggravando la volatilità dei prezzi energetici internazionali. Parallelamente, le ondate di calore incrementano la domanda di energia per raffreddamento e irrigazione.
Gli effetti del Super El Niño risultano tuttavia differenziati tra le grandi potenze. La Cina, ad esempio, presenta significative vulnerabilità legate alla sicurezza alimentare e alle interruzioni industriali[16]. L’India dipende fortemente dalla regolarità dei monsoni, mentre gli Stati Uniti possiedono una maggiore resilienza economica ma restano esposti a danni climatici regionali, soprattutto in California e nelle aree costiere.
Si potrebbero persino ipotizzare possibili vantaggi temporanei per alcuni Paesi ad alte latitudini, come la Russia, dove l’aumento delle temperature potrebbe ampliare temporaneamente alcune aree coltivabili. Tuttavia, tali benefici rimangono limitati e altamente incerti nel lungo periodo.
Il Super El Niño contribuisce inoltre ad amplificare le asimmetrie Nord-Sud globale. I Paesi economicamente avanzati dispongono di maggiori capacità tecnologiche e finanziarie per adattarsi agli shock climatici, mentre le economie più fragili subiscono conseguenze sproporzionate. Al contrario, molti Paesi in via di sviluppo dipendono fortemente dall’agricoltura, dalla pesca e da settori economici direttamente legati alle condizioni ambientali, risultando quindi particolarmente vulnerabili agli eventi estremi generati dal fenomeno. Siccità prolungate, inondazioni, perdita dei raccolti e aumento dei prezzi alimentari possono compromettere la sicurezza economica e sociale di intere popolazioni, aggravando fenomeni di povertà, instabilità politica e migrazioni climatiche. In numerose aree del pianeta, la scarsità di risorse e la limitata capacità di risposta delle istituzioni rendono inoltre più difficile affrontare emergenze umanitarie e sanitarie connesse ai cambiamenti climatici.
Questo scenario rischia di accentuare ulteriormente le disuguaglianze globali, consolidando un divario sempre più marcato tra le regioni del mondo maggiormente attrezzate ad affrontare le crisi climatiche e quelle che invece ne subiscono gli effetti più devastanti.

Il Super El Niño come moltiplicatore di conflitti geopolitici

Il rapporto tra cambiamento climatico e conflitti rappresenta uno dei temi più dibattuti negli studi di sicurezza internazionale. In tale prospettiva, il Super El Niño viene spesso definito un “threat multiplier”, ovvero un fattore capace di aggravare tensioni politiche, economiche e sociali già esistenti.
La crescente scarsità di acqua, terre coltivabili e risorse ittiche alimenta infatti la competizione tra comunità, gruppi etnici e Stati. Regioni geopoliticamente fragili come il Sahel, il Corno d’Africa[17]  e il Mar Cinese Meridionale risultano particolarmente vulnerabili a tali dinamiche.
Nel Sahel, ad esempio, la desertificazione e le siccità ricorrenti compromettono l’agricoltura e l’allevamento, aumentando i conflitti tra agricoltori sedentari e pastori nomadi. Analogamente, nel Corno d’Africa, gli shock climatici contribuiscono a destabilizzare sistemi politici già fragili, aggravando crisi umanitarie e insicurezza alimentare.
Anche la competizione marittima potrebbe intensificarsi. Le variazioni climatiche associate al Super El Niño influenzano infatti gli ecosistemi marini e le risorse ittiche, aumentando la competizione nel Pacifico e nel Mar Cinese Meridionale.
Di fronte a tali rischi, molti governi stanno progressivamente militarizzando la sicurezza climatica. Le forze armate vengono sempre più coinvolte nella gestione dei disastri naturali, nelle operazioni umanitarie e nella protezione delle infrastrutture strategiche. In diversi documenti strategici internazionali, il cambiamento climatico è ormai considerato una questione di sicurezza nazionale.

Governance globale e cooperazione internazionale

L’intensificazione degli eventi climatici estremi pone sfide significative alla governance globale. Le istituzioni internazionali esistenti mostrano infatti notevoli difficoltà nel coordinare risposte efficaci e tempestive. Organizzazioni come l’ONU, l’IPCC, la FAO e il World Food Programme svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di dati scientifici, nei sistemi di allerta precoce e negli interventi umanitari. Tuttavia, persistono profonde disuguaglianze nelle capacità di adattamento tra Nord e Sud globale.
La cooperazione internazionale appare quindi essenziale per affrontare le conseguenze geopolitiche del Super El Niño. Investimenti in resilienza climatica, sistemi di early warning e sicurezza alimentare potrebbero ridurre significativamente il rischio di crisi future.
Parallelamente, emerge la necessità di rafforzare la diplomazia climatica multilaterale.
La gestione delle migrazioni climatiche, delle crisi alimentari e delle risorse transfrontaliere richiede infatti nuove forme di cooperazione internazionale.
Tuttavia, gli scenari futuri rimangono incerti. Da un lato, il cambiamento climatico potrebbe incentivare una maggiore cooperazione globale; dall’altro, potrebbe alimentare nazionalismi climatici, competizione geopolitica e chiusure protezionistiche.

Conclusione

Il Super El Niño rappresenta oggi molto più di un fenomeno meteorologico eccezionale. Le sue conseguenze investono direttamente la sicurezza alimentare, le migrazioni climatiche, la stabilità economica e la sicurezza internazionale, trasformandolo in un importante fattore geopolitico del XXI secolo.
Come mostrato nel corso dell’analisi, il Super El Niño agisce principalmente come acceleratore delle vulnerabilità già esistenti.
Le regioni caratterizzate da povertà, fragilità
istituzionale e dipendenza agricola risultano particolarmente esposte agli shock climatici, mentre le grandi potenze devono confrontarsi con nuove forme di instabilità economica e strategica.
Le future dinamiche geopolitiche saranno sempre più influenzate dall’interazione tra cambiamento climatico, sicurezza internazionale e governance globale. In questo contesto, comprendere il Super El Niño significa comprendere una nuova dimensione della geopolitica contemporanea, nella quale clima, economia e sicurezza risultano ormai profondamente interconnessi.


Note

[1] Amref Health Africa Italia. (2024). Niño e il clima. Amref Italia. https://www.amref.it/news-e-press/news-e-storie/nino-clima/
[2] Rosati, V. (2026). El Niño: cosa succede quando oceano e atmosfera si parlano. Meteo AM. https://www.meteoam.it/it/in-primo-piano/el-ni-o– cosa-succede-quando-oceano-e-atmosfera-si-parlano
[3] Guardò, V. (2023). Cos’è El Niño, quando si presenta e cosa comporta. Geopop. https://www.geopop.it/cose-el-nino-quando-si-presenta-e-cosa- comporta/
[4] National Centers for Environmental Information. (2026). ENSO monitoring. National Oceanic and Atmospheric Administration. https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/enso/
[5] Zhang, L., Li, Y., Yu, S., & Wang, L. (2023). Risk transmission of El Niño-induced climate change to regional Green Economy Index. Economic Analysis and Policy, 79, 860–872. https://doi.org/10.1016/j.eap.2023.07.006
[6] Amref Health Africa Italia. (2024). Niño e il clima. Amref Italia. https://www.amref.it/news-e-press/news-e-storie/nino-clima/
[7] Li, G., et. all (2026). The burden of El Niño-Southern Oscillation-related dengue attributable to anthropogenic climate change: a multicountry modelling study. The Lancet Planetary Health. https://doi.org/10.1016/j.lanplh.2026.101454
[8] Coface. (2023). La minaccia El Niño pesa sull’agricoltura mondiale. Coface. https://www.coface.it/news-economia-insights/la-minaccia-el- nino-pesa-sull-agricoltura-mondiale
[9] Amref Health Africa Italia. (2024). Niño e il clima. Amref Italia. https://www.amref.it/news-e-press/news-e-storie/nino-clima/
[10] Santini, R. H. (2026). Ordini politici frammentati in contesti di conflitto e crisi alimentari. Le sfide transnazionali del Mediterraneo Allargato, https://geopolitica.info/wp-content/uploads/2026/03/SEC360_GB1-2.pdf#page=85
[11] Martin-Shields, C., & Stojetz, W. (2019). Food security and conflict: Empirical challenges and future opportunities. World Development.
[12] Winderling, O. N. (2025). All’origine del gastronazionalismo, ovvero perché il mio hamburger è meglio del tuo. D la Repubblica. https://d.repubblica.it/lifestyle/food/2025/06/15/news/gastronazionalismo_cos_e_quando_e_nato-424667164/
[13] Trombetta, M. J. (2008). Environmental security and climate change: analysing the discourse. Cambridge Review of International Affairs, 21(4), 585–602. https://doi.org/10.1080/09557570802452920
[14] Corrà, A. (2026). Terra in fuga: Come clima, guerre e migrazioni stanno riscrivendo il mondo. Piemonte Parchi. https://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/ambiente/item/7324-terra-in-fuga-come-clima-guerre-e-migrazioni-stanno-riscrivendo-  il-mondo
[15] The Procurement. (2023). Quale è l’impatto della crisi climatica sulle supply chain. The Procurement. https://www.theprocurement.it/quale-e- limpatto-della-crisi-climatica-sulle-supply-chain/
[16] Raso, B. (2026). Clima, la Cina prevede un El Niño di intensità moderata o forte con impatto sul settore energetico. MeteoWeb. https://www.meteoweb.eu/2026/04/clima-la-cina-prevede-un-el-nino-di-intensita-moderata-o-forte-con-impatto-sul-settore- energetico/1001924442/
[17] Amref Health Africa Italia. (2024). Niño e il clima. Amref Italia. https://www.amref.it/news-e-press/news-e-storie/nino-clima/


Foto copertina: Super El Niño