Akrotiri e Dhekelia: basi militari britanniche a Cipro in supporto di Israele?


Dell’eredità coloniale britannica sull’isola di Cipro non è rimasta solo la guida a sinistra. Dal negoziato tripartito con Grecia e Turchia sull’indipendenza di Cipro, la Gran Bretagna mantiene una presenza militare strategica attraverso le basi di Akrotiri e Dhekelia, fondamentali per supportare tanto la stabilità di Cipro quanto le operazioni britanniche in Medio Oriente.


Cipro colonia britannica

La patria mitologica di Afrodite, nata dalla schiuma del mare sulle spiagge cipriote, è stata da sempre contesa per via della sua posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo, snodo commerciale fondamentale tra Oriente ed Occidente. Prima gli Ittiti, i Fenici, gli Egizi, i Persiani e i Romani, poi gli Arabi, i Franchi, i Veneziani e gli Ottomani, fino alla colonizzazione da parte del Regno Unito[1]. Dalla visita del Primo Ministro britannico dell’epoca Benjamin Disraeli a Cipro, fu subito chiaro che per Londra l’apertura del Canale di Suez nel 1869 offriva un’imperdibile occasione di controllare l’accesso alle Indie ed assicurarsi un ruolo di prim’ordine nel Mediterraneo. Quasi un decennio più tardi, per i britannici il Congresso di Berlino del 1878 portò la questione d’Oriente ad un importante snodo diplomatico con l’Impero Ottomano da lungo in crisi: tutela in cambio della concessione temporanea di Cipro, con il fine strategico di negare ai russi l’accesso al Mediterraneo[2].
Sulla scia del divide ed impera coloniale, nel 1882 i nuovi amministratori britannici costituirono un consiglio legislativo in cui inclusero ortodossi, ufficiali coloniali e musulmani, così da bilanciare la volontà della maggioranza di etnia greca.
Una prima fase di tensioni si aprì con la Prima Guerra Mondiale. L’allora Primo Lord dell’Ammiragliato Winston Churchill immaginò di cedere Cipro alla Grecia in cambio di una base navale, disimpegnandosi dalle tensioni dell’isola ma continuando a beneficiare dalla sua posizione strategica. Nella pratica, tuttavia, le complesse conseguenze della Grande Guerra si manifestarono nel 1923, quando il Trattato di Losanna regolò lo scambio di popolazioni greco-turche e stabilì le perdite territoriali della Turchia. Tra queste, l’articolo 20 assegnò Cipro alla Gran Bretagna, la quale proclamò la nascita della sua nuova colonia nel 1925[3].
Oltre 30.000 ciprioti accorsero a fianco della Gran Bretagna a difesa della Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale. Uno sforzo premiato da Churchill con la concessione di alcune riforme, ma non dalla tanto desiderata indipendenza dei ciprioti. Nel dopoguerra bipolare, Cipro era infatti un avamposto irrinunciabile tanto per la Gran Bretagna quanto per gli Stati Uniti, che lo consideravano un nodo di osservazione sostanziale dell’Unione Sovietica. Ancor di più dopo l’ingresso di Grecia e Turchia nella NATO nel 1952, evento che segnò la compattezza del cosiddetto “blocco occidentale”.

L’Arcivescovo Makàrios e la questione dell’autodeterminazione

Nel gennaio del 1950, Michaíl Christodulu Mùskos – noto con il nome di Makàrios III – divenne etnarca della Chiesa ortodossa. A lui si deve la leadership di un vasto fronte politico che si batté per l’autodeterminazione di Cipro, intesa come funzionale all’ “enosis”  ed opposta all’idea di spartizione preferita invece dai turco-ciprioti. L’insistenza di Makàrios a sollevare la questione dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite provocò frizioni diplomatiche tra Atene, Londra ed Ankara, quest’ultima in favore di una soluzione concordata con la Turchia nel caso di un eventuale disimpegno inglese.[4] A disinnescare le tensioni fu un preciso limite stabilito dalla Gran Bretagna: la questione di Cipro sarebbe divenuta oggetto di un processo negoziale tripartito con Grecia e Turchia, al quale si sarebbe aggiunta una stabile presenza militare britannica necessaria all’intercettazione e all’ascolto delle comunicazioni sovietiche.
L’11 febbraio 1959 a Zurigo si raggiunsero gli accordi istitutivi dell’indipendenza di Cipro, che includevano anche un nuovo assetto costituzionale secondo la formula 70-30 per riequilibrare la supremazia demografica dei greco-ciprioti, un trattato di garanzia e uno di alleanza. Sei giorni più tardi, il pacchetto negoziale fu recepito dalla Gran Bretagna proclamando la propria sovranità sulle basi militari di Akrotiri e Dhekelia (parti del complesso Episkopi). Il 16 Agosto 1960, a Nicosia nacque la Repubblica di Cipro, guidata dal Presidente Makàrios.

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La presenza militare britannica a Cipro

Mezzo secolo dopo l’invasione dell’esercito turco della parte settentrionale di Cipro, conseguita in una partizione dell’isola tra greco-ciprioti a sud e turco-ciprioti a Nord e nella proclamazione unilaterale della Repubblica Turca di Cipro Nord (riconosciuta solo da Ankara), la Gran Bretagna mantiene ancora una solida presenza militare a Cipro per il tramite delle BFC – British Forces Cyprus, i comandi operativi che si trovano nelle basi di Akrotiri e Dhekelia.
Gli obiettivi strategici non sono mutati: Cipro rimane infatti un’isola strategica nel fianco orientale del Mediterraneo, da impiegare come punto di partenza per missioni in Asia e soprattutto in Medioriente.
In aggiunta, l’esercito britannico fornisce supporto alle forze di polizia locali in operazioni di contrasto al bracconaggio, alla frontiera con la zona cuscinetto delle Nazioni Unite e alla missione di peacekeeping UNFICYP, istituita negli anni Sessanta con l’obiettivo di prevenire scontri e tensioni interetniche a Cipro.[5] La presenza dell’esercito comprende due battaglioni di fanteria residenti e forze di supporto quali il Royal Logistics Corps, il Royal Army Medical Corps, il Royal Electrical and Mechanical Engineers, la Royal Military Police, dislocati in entrambe le basi militari.

Dhekelia e Akrotiri

Dhekélia, enclave militare britannica nel sud-est di Cipro, è divenuta base sovrana del Regno Unito in base all’Accordo di Londra del 1959, che garantiva l’indipendenza a Cipro. Situata a nord-est di Larnaca, sulla costa settentrionale, confina con la Repubblica di Cipro (a sud) e l’area amministrata dai turco-ciprioti (a nord) dal 1974. Dispone di un ospedale e di un piccolo aeroporto. La base, insieme all’omologa di Akrotiri a sud-ovest (per un totale di 256 km²), è utilizzata come area di addestramento e di appoggio britannica e per il supporto delle forze delle Nazioni Unite a Cipro.[6]
Le Basi hanno un proprio ordinamento giuridico, distinto da quello del Regno Unito e di Cipro. Esso è costituito dal diritto della Colonia di Cipro in vigore dall’agosto 1960, modificato ove necessario. Le leggi di Akrotiri e Dhekelia sono mantenute, per quanto possibile, identiche a quelle di Cipro. I reati non militari commessi da chiunque ad Akrotiri e Dhekelia sono di competenza della Corte della Zona di Base Sovrana.[7]

Supporto militare alla guerra di Israele?

Negli ultimi mesi, le basi militari britanniche a Cipro hanno sollevato molteplici dubbi circa il loro potenziale coinvolgimento nel supporto alla guerra di Israele ad Hamas. È quanto hanno evidenziato testate come DeclassifiedUK e Haaretz, che hanno pubblicato report dai quali si evince che USA e Regno Unito avrebbero fornito aiuti militari impiegando le basi di Akrotiri e Dhekelia[8]. Secondo le tesi sostenute da varie agenzie di stampa internazionali, Israele avrebbe impiegato le basi per colpire gli Houti e lo Yemen, sollevando proteste.
Alcuni rapporti mostrano infatti un aumento significativo dei voli dalla RAF di Akrotiri dallo scoppio della guerra di Israele a Gaza, alimentando le accuse sul coinvolgimento militare di Regno Unito e Stati Uniti nella regione. Anche il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha commentato la vicenda, criticando Stati Uniti e Regno Unito per aver trasformato l’isola di Cipro in una base logistica di armi e munizioni per Israele[9].
La maggior parte dei rapporti che svelano la fornitura di armi in modo non trasparente da parte dell’esercito statunitense ad Israele sono emersi da giornali greci, greco-ciprioti e del Regno Unito. Contrariamente a quanto si possa pensare, simili rivelazioni non provengono dal mondo arabo. In termini di fonti, alcune testimonianze oculari di individui greco-ciprioti che lavorano nelle basi britanniche hanno segnalato un aumento dei voli della RAF di Akrotiri verso Israele, confermando il trasporto di armi e munizioni.
Nel caso in cui le voci dovessero essere confermate, l’uso di Akrotiri e Dhekelia per promuovere gli interessi israeliani non sarebbe del tutto nuovo: esse sono state attivamente impiegate in Medio Oriente per salvaguardare gli interessi regionali degli Stati Uniti e del suo più fedele alleato, Israele, già in passato. In effetti, attraverso le basi britanniche a Cipro, Israele è stato in grado di potenziare le sue capacità di raccolta di informazioni, sorveglianza e controllo delle rotte marittime nella regione. Inoltre, ha rafforzato la sua presenza militare nell’area ottenendo supporto militare attraverso queste basi durante periodi critici[10].


Note

[1] P. Soave, La questione di Cipro, 2023, p. 17.
[2] Ivi, p.20.
[3] Ivi, p. 22.
[4] Ivi, p. 26.
[5] UK Army Deployments, Cyprus. Disponibile al link: https://www.army.mod.uk/learn-and-explore/global-operations/europe/cyprus/.
[6] Commonwealth Chamber of Commerce, Sovereign Base Areas of Akrotiri and Dhekelia on Cyprus. Disponibile al link: https://commonwealthchamber.com/associated-territories/sovereign-base-areas-of-akrotiri-and-dhekelia-on-cyprus/.
[7] British Forces Cyprus, RAF Akrotiri. Disponibile al link: https://britishforcescyprus.info/living-on-base/aki/.
[8] La notizia è riportata da ulteriori testate: UK using Greek Cyprus base for weapon transfers to Israel not welcome, Daily Sabah, https://www.dailysabah.com/politics/uk-using-greek-cyprus-base-for-weapon-transfers-to-israel-not-welcome/news; Cyprus faces backlash over use of British bases to bomb Houthis, The Guardian, https://www.theguardian.com/world/2024/jan/20/cyprus-faces-backlash-over-use-of-british-bases-to-bomb-houthis; UK’s alleged use of Cyprus bases to arm Israel and hit Yemen draw protests, Al Jazeera, https://www.aljazeera.com/news/2024/1/15/uk-bases-in-cyprus-protests.
[9] Akrotiri & Dhekelia: Are UK bases on Cyprus island fueling Israeli arsenal?, TRT Global, https://trt.global/world/article/17493357.
[10] Ibid.


Foto copertina: Base militare britannica di Akrotiri in Cipro sarebbe stata utilizzata anche da Israele per le operazioni in Medio Oriente