Alla Spagna la Presidenza del Consiglio dell’UE: una playlist estiva al sapore di instabilità


Dal 1° luglio al 31 dicembre 2023 la Spagna assume la Presidenza del Consiglio dell’UE. Quattro le priorità stabilite per questo semestre: reindustrializzare l’Unione ed assicurarne l’autonomia strategica, avanzare nella transizione verde, promuovere maggiore giustizia economica e sociale, rafforzare l’unità europea.
Le elezioni generali in Spagna del 23 luglio potrebbero portare un nuovo leader alla guida dei lavori, a meno di un anno dalle elezioni europee del 2024.


 

Tocca alla Spagna la Presidenza del Consiglio dell’UE

La Presidenza del Consiglio dell’UE viene assunta a turno dagli Stati membri dell’UE per un semestre. Durante questo mandato, il paese che detiene la Presidenza si fa carico di coordinare e facilitare il lavoro del Consiglio dell’UE, un organo composto dai ministri dei governi dei paesi membri. Il paese in carica accetta di presiedere nove delle dieci configurazioni del Consiglio (la decima è il Consiglio degli Affari Esteri, che è sempre presieduto dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza), nonché i relativi organi preparatori. Ogni Presidenza ha il compito di guidare l’operato del Consiglio, formulando proposte e organizzando gli incontri necessari, ma anche cercando il consenso per difendere gli interessi generali e la rappresentanza istituzionale di tutti gli Stati membri.
Gli Stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre, chiamati ‘trio’. Questo sistema è stato introdotto dal trattato di Lisbona nel 2009. Il trio fissa obiettivi a lungo termine e prepara un programma comune che stabilisce i temi e le questioni principali che riflettono le priorità politiche dell’UE. Sulla base di tale programma, ciascuno dei tre Stati membri prepara un programma semestrale più dettagliato.
Il trio di presidenza attuale è formato da Spagna, Belgio ed Ungheria[1]. A partire dal 1° luglio 2023, la Spagna assume per la quinta volta la Presidenza del Consiglio dell’UE. Il motto ‘L’Europa, più vicina’ pone un accento sullo spirito di prossimità umana, politica ed istituzionale. Nel corso della presentazione delle priorità politiche della presidenza spagnola[2], il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha evidenziato come “[sia] ora giunto il momento che la Spagna mostri al mondo quanto può fare per l’Europa. Il nostro paese assume la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea con umiltà e gratitudine, ma anche con ambizione, determinato a utilizzare questo strumento per migliorare la vita dei cittadini.” Dopo aver sottolineato il carattere profondamente europeo della Spagna, Sánchez ha osservato che l’ultima volta in cui il suo paese ha assunto la presidenza a rotazione è stata nel 2010 e che, da allora, l’Europa ha affrontato una crisi finanziaria, la Brexit, la pandemia da Covid-19 ed il conflitto in Ucraina.
In un periodo caratterizzato da grandi sfide a cui gli Stati membri e l’Unione sono chiamati a rispondere, la Presidenza spagnola ha stabilito quattro priorità per i lavori durante la sua presidenza del Consiglio:

  • Reindustrializzare l’UE e garantire la sua autonomia strategica. La Presidenza vuole ridurre le vulnerabilità dell’Unione in settori strategici quali digitale, ecologico, biotecnologico, e dell’intelligenza artificiale, in particolare nei semiconduttori, nei prodotti farmaceutici e nelle batterie. Particolare interesse è posto sulla partnership con l’America Latina per la diversificazione delle sue relazioni commerciali ed il rafforzamento della sua catena di approvvigionamento.
  • Avanzare nella transizione verde e nell’adattamento ambientale. La Presidenza si impegnerà a contrastare il cambiamento climatico completando l’adozione delle proposte legislative finalizzate alla transizione verde dell’Unione, tra cui la riduzione degli sprechi alimentari attraverso investimenti tecnologici nel settore agroalimentare, ed a combattere gli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina, nello specifico l’aumento dei costi di materie prime, energia e carburanti.
  • Promuovere una maggiore giustizia sociale ed economica. La Spagna lavorerà per garantire i diritti dei lavoratori e promuovere la parità di genere e l’inclusione, prestando particolare attenzione ai bambini e alle persone con disabilità. Ulteriori obiettivi sono il raggiungimento di uno standard minimo di tassazione delle imprese nell’UE e la lotta all’evasione fiscale delle grandi multinazionali.
  • Rafforzare l’unità europea. La Presidenza spagnola si concentrerà sull’ulteriore approfondimento del mercato interno, dell’Unione economica e monetaria, e sul miglioramento degli strumenti comuni, come i fondi del NextGenerationEU.

Per quanto concerne la sanità[3], le iniziative della Presidenza spagnola rientreranno nel quadro di due grandi linee d’azione: l’ulteriore sviluppo dell’Unione europea della salute, che mira a rafforzare la cooperazione dell’UE in materia di sicurezza sanitaria, prevenzione, innovazione e accesso; e la continuazione del programma EU4Health, che offre opportunità per iniziative che prevengono le malattie, riducono le disuguaglianze e sostengono i sistemi sanitari.
La Presidenza si concentrerà sulla promozione di misure preventive e di miglioramento della salute, sull’aumento delle capacità dei sistemi sanitari e sulla creazione di nuove strategie per la salute a livello europeo.
La Spagna è inoltre impegnata a rafforzare la resilienza e la preparazione del blocco alle future sfide sanitarie, riconoscendo la salute come un diritto fondamentale ed un fattore chiave per la giustizia sociale, la crescita economica e la sostenibilità ambientale. Più specificamente, la Presidenza spagnola affronterà la prevenzione e una risposta più efficace all’obesità infantile, nonché la lotta contro l’HIV e lo stigma ad esso associato.
La Presidenza ha inoltre annunciato di voler intervenire sull’approccio alle malattie rare e ai problemi di salute mentale[4]. La Presidenza spagnola si impegnerà anche per il futuro dei giovani, stabilendo un quadro educativo inclusivo, digitale e competitivo e rafforzando le aree dello sport e della cultura.
L’atmosfera dei lavori è caratterizzata da un’ambizione relativamente modesta della Spagna circa la possibilità di influenzare la futura direzione di viaggio dell’Unione. Ciò è dovuto all’annuncio del premier Pedro Sánchez di voler anticipare le elezioni generali, inizialmente programmate per dicembre, al 23 luglio 2023, con la possibilità concreta di un cambio di governo[5] che non entrerebbe in carica prima di settembre.
Questo periodo intermedio potrebbe ridurre la capacità del Consiglio di raggiungere accordi politici significativi nei prossimi sei mesi, limitando la presidenza all’attuazione di regolamenti tecnici.
Un simile cambio di governo priverebbe la Spagna di alcuni dei suoi principali esponenti di governo. Nadia Calviño e Teresa Ribera, entrambe vicepresidenti, godono di una grande stima a Bruxelles.  La responsabile dell’economia Calviño ha lavorato per molti anni come alto funzionario a Bruxelles prima di essere richiamata a Madrid ed è stata indicata come possibile candidata alla presidenza del FMI o della Banca Mondiale. Lei è inoltre alla guida delle iniziative spagnole per la regolamentazione dell’IA. Ribera, accademico di formazione, è responsabile del portafoglio clima ed è nota per la sua fermezza in seno al Consiglio contro i tentativi di annacquare la legislazione verde.

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Altre cose rimarranno invariate. L’attuale gruppo di europarlamentari spagnoli, come quelli di tutti i Paesi, resterà in carica fino alle elezioni europee del prossimo anno. Tra gli spagnoli di spicco in Parlamento ci sono César Luena dell’S&D, il principale legislatore del regolamento sul ripristino della natura, e Jordi Cañas di Renew, che presiede la delegazione del Mercosur. Soprattutto, è improbabile che i rappresentanti del governo spagnolo a Bruxelles cambino.
Il Paese dispone di un servizio diplomatico professionale: gli ambasciatori e il loro personale restano generalmente in carica per un intero mandato, indipendentemente da eventuali cambi di governo. Lo stesso vale per gli attachés, anche se questi sono nominati da un singolo ministro e non dall’intero gabinetto, come avviene per gli ambasciatori. Un eventuale cambiamento degli attachés da parte di un nuovo governo a Madrid potrebbe essere un segnale precoce di un’ulteriore frattura della presidenza spagnola del Consiglio.
Ad accrescere il senso di incertezza, dopo la Spagna sarà il Belgio a detenere la presidenza del Consiglio, con un peso minore nell’UE e problemi strutturali da affrontare, per cui non ci si può attendere che riesca a raggiungere accordi complessi. E poi c’è l’Ungheria, considerata inadatta a ricoprire questa funzione a causa delle sue perpetue violazioni del diritto dell’Unione.
Alla luce di queste sfide, c’è da augurarsi che un eventuale cambio politico nel bel mezzo della Presidenza europea avvenga in modo ordinato, chiarendo che gli interessi della Spagna e quelli dell’Unione sono al di sopra di quelli di parte.


Note

[1] Consiglio dell’Unione europea, Programma di 18 mesi del Consiglio (1° luglio 2023 – 31 dicembre 2024), 10597/23 GIP, Bruxelles (20 giugno 2023), https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10597-2023-INIT/it/pdf
[2] Spanish Presidency of the Council of the European Union, The president of the Government presents the priorities of the Spanish Presidency of the Council of the EU, 15 giugno 2023 https://spanish-presidency.consilium.europa.eu/en/news/priorities-of-the-spanish-presidency-of-the-council-of-the-eu/ (consultato il 2 luglio 2023)
[3] I. MARICA, Spain to boost physical activity, health and social inclusion during its Presidency, EuropeActive, 30 giugno 2023, https://www.europeactive.eu/news/spain-boost-physical-activity-health-and-social-inclusion-during-its-presidency (consultato il 10 luglio 2023).
[4] International Diabetes Federation, Spanish Presidency of the Council of the European Union, 4 luglio 2023, https://idf.org/europe/news/spanish-presidency-of-the-council-of-the-european-union/ (consultato il 12 luglio 2023).
[5] Durante le elezioni regionali dello scorso giugno, è stato inflitto un duro colpo al Partito socialista (Partido Socialista Obrero Español) di Sánchez, e gli attuali sondaggi elettorali danno il Partido Popular di centro-destra in vantaggio.


Foto copertina: La presidenza della Spagna dell’Ue: guidare il Consiglio durante la corsa alle elezioni RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/EPA