L’Iran rilancia i negoziati con Washington chiedendo la fine delle ostilità regionali, il ritiro delle forze statunitensi vicino ai propri confini e risarcimenti per i danni subiti durante il conflitto con Stati Uniti e Israele.
Teheran torna a spingere sulla diplomazia e presenta agli Stati Uniti una nuova proposta di pace che punta a fermare le tensioni in Medio Oriente. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, il piano prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano, il ritiro delle truppe americane dalle aree vicine all’Iran e il pagamento di risarcimenti per i danni provocati dalla guerra con Stati Uniti e Israele.
A illustrare i contenuti dell’iniziativa è stato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia IRNA. Tra le richieste avanzate da Teheran figurano anche la revoca delle sanzioni economiche, lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero e la fine del blocco navale imposto dagli Stati Uniti.
La proposta appare sostanzialmente simile a quella già presentata nei giorni scorsi e respinta dal presidente americano Donald Trump, che l’aveva definita “spazzatura”. Tuttavia, nelle ultime ore il clima sembra essersi parzialmente disteso.
Trump ha infatti dichiarato di aver sospeso una prevista nuova offensiva contro l’Iran dopo aver ricevuto la proposta aggiornata da Teheran. Secondo il presidente statunitense, esisterebbe ora “un’ottima possibilità” di raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano senza ricorrere a un’escalation militare.
In un messaggio pubblicato sui social, Trump ha spiegato che i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti gli avrebbero chiesto di fermare gli attacchi per favorire una soluzione diplomatica condivisa da tutta la regione.
“Se riuscissimo a trovare un accordo senza bombardare l’Iran, ne sarei molto felice”, ha dichiarato il presidente americano parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Un ruolo chiave nella mediazione sarebbe stato svolto dal Pakistan, che avrebbe trasmesso la proposta iraniana a Washington dopo aver ospitato l’unico round di colloqui diretti tra le parti il mese scorso.
Nel frattempo, da Teheran arrivano messaggi di fermezza ma anche di apertura al dialogo. In un post pubblicato su X, il presidente iraniano ha ribadito che negoziare “non significa arrendersi” e che la Repubblica Islamica continuerà a difendere “la dignità e gli interessi del popolo iraniano”.
L’iniziativa diplomatica si inserisce nel tentativo dell’Iran di mettere fine in modo definitivo al conflitto scoppiato il 28 febbraio con gli Stati Uniti e Israele, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi dei negoziati.













