
Le strategie navali contemporanee di alcuni influenti attori internazionali sono chiamate a rispondere ad esigenze sempre più complesse e competitive, nonché in costante aggiornamento. La competizione per il dominio dei mari tra Stati Uniti, Russia e Cina e la nuova geografia della potenza marittima.
L’applicazione del concetto di “dominio del mare” nello scacchiere contemporaneo
Per poter analizzare e meglio comprendere le strategie navali e lo stato delle marine militari di alcuni dei maggiori attori dello scacchiere internazionale, è bene fare un passo indietro circa gli obiettivi a cui queste puntano, in diverse accezioni e diramazioni. Volendo ampliare lo spettro di analisi – in termini generici – l’obiettivo “ultimo” a cui aspirano le strategie navali di alcuni grandi attori internazionali è il concetto di “dominio del mare”. Un concetto che fonda su antiche radici e che si applica ad alcuni specifici casi studio circa gli attori presi in analisi. Questo concetto prevede l’esercizio del proprio potere marittimo per assurgere al controllo e alla protezione dei propri traffici commerciali o per interdire quelli di altri attori in specifiche regioni marittime. A questo va aggiunta anche la possibilità – una volta ottenuto il dominio di una particolare zona – di poter attaccare o minacciare le forze di terra del nemico direttamente dal mare. Il concetto è rimasto sostanzialmente invariato dal XVI secolo anche se gli sviluppi nella tecnologia bellica navale hanno aggiunto non solo complessità ma anche nuove dimensioni alla guerra sul mare[1]. Ad oggi, in un mondo estremamente interconnesso, poter esercitare un effettivo controllo su specifiche regioni marittime, soprattutto ad alta densità di rotte commerciali ed infrastrutture sottomarine, o strategicamente rilevanti risulta essere un obiettivo altamente desiderabile per molti attori. Contestualmente troviamo anche dinamiche legate alla sicurezza, le quali trovano proprio nel mare e negli accessi a cui esso conduce un terreno di scontro e di deterrenza.
Tra i casi più dibattuti ad oggi troviamo certamente il Mediterraneo, pivot di importanti rotte commerciali che vanno dalla Belt and Road Initiative[2] al Middle Corridor[3] e al Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC)[4], contestualmente alla presenza di strategici choke points[5]. Il Mediterraneo vede ad esempio alcuni attori esterni proprio come Stati Uniti, Russia e Cina, presenti con diverse strategie e metodologie nonché in una competizione crescente. Uno schema di competitività geostrategica quello mediterraneo che si ripete anche in altre regioni come l’Artico, con la sua Northern Sea Route[6]e la forte presenza militare da parte della Federazione Russa[7] e della NATO[8] nonché la competizione economica con attori quali la Cina e l’Unione Europea. Ancora, troviamo il Mar Cinese Meridionale, oggetto di estrema competitività tra Cina, Filippine[9] e Stati Uniti[10] contestualmente ad una presenza più costante della marina da guerra indiana[11] e altri attori come il Giappone, l’Australia, la Repubblica di Corea e la Tailandia[12]. Infine, impossibile non citare la crescente tensione nel Mar Baltico e la questione mediorientale con la crisi oramai cronica legata non solo al Canale di Suez, al Golfo di Aden e allo stretto di Bab el Mandeb. Zone sottoposte negli ultimi anni a diversi attacchi da parte degli Houthi dallo Yemen[13]. A questo si aggiunge anche la chiusura “a singhiozzo” dello Stretto di Hormuz a seguito della guerra – tutt’ora in corso – tra Stati Uniti e Iran, la quale ha colpito più che duramente le rotte di approvvigionamento energetico (e non) di numerosi attori in tutto il globo[14].
In un contesto di forte instabilità come quello dello scacchiere internazionale contemporaneo, le marine militari di alcuni tra i più influenti attori internazionali sono chiamate ad adattare costantemente le proprie strategie, sia per quanto concerne obiettivi e teatri operativi ma anche da un punto di vista del rapido sviluppo tecnologico bellico dovuto ai vari conflitti attivi come quello in Ucraina e in Iran.
Strategie navali, progetti e proiezioni: alcuni casi studio
Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno recentemente approvato un aumento della spesa circa l’ammodernamento della propria flotta e la costruzione di nuove unità[15]. Gli Stati Uniti tra il 2024 e il 2025 hanno difatti – tramite diversi documenti e dichiarazioni ufficiali – delineato come parte della propria strategia navale un aumento sensibile della spesa militare e dedicata proprio alla US Navy per aumentare i ritmi produttivi di nuove unità navali. Questa mossa si va ad incastonare nel quadro strategico che si va delineando in vista delle prossime sfide per Washington. In base ai dati e alle stime forniti dal Congressional Budget Office – risalenti al gennaio 2025 – è previsto un incremento delle unità navali (stimato da 295 a 390 entro il 2054), sottolineando però una contestuale diminuzione delle stesse entro il 2027 a causa delle dismissioni di unità obsolescenti e al limite della loro vita operativa[16]. Già nel 2024 la Marina statunitense aveva avviato la propria spinta per un ammodernamento della propria flotta di cui troviamo esempio nella “call to action” da parte dell’allora segretario della marina Del Toro all’expo Sea-Air-Space 2024. La call globale, 2024 Naval Science and Technology (S&T) Strategy, che venne lanciata in quell’occasione era mirata a scienziati, inventori e ingegneri per aiutare a risolvere i problemi della marina e ad innovarla:
“We are indeed in an innovation race, and it is one we must win.”[17]
La volontà di rinnovare la US Navy in vista delle sfide future è stata sottolineata anche dal Presidente Trump tramite un ordine esecutivo recante la richiesta di stilare un Maritime Action Plan (MAP), rilasciato poi ufficialmente nel febbraio del 2026[18]. Da un recente documento dedicato ai fondi allocati per la costruzione di nuove unità navali (circa 47 miliardi di dollari) si evince la costruzione prevista di 19 nuove unità, tra cui spiccano sottomarini, cacciatorpediniere e navi da sbarco. Questi vanno a sommarsi alle unità attualmente commissionate, circa 287[19], e all’approvazione del Presidente Trump per la realizzazione di due unità di una nuova classe di navi da incastonare nel concetto di “Golden Fleet”, la cosiddetta Classe Trump[20]. Venendo alle sfide che la Marina USA programma di affrontare nel medio-lungo periodo, nel documento programmatico Navigation Plan 2024 vengono citate in modo chiaro. Nel documento, infatti, si va a porre un’accezione particolare per la postura navale della Federazione Russa – questo nonostante le perdite subite negli anni nel Mar Nero[21] – e per quella cinese. Un richiamo attualmente in contrasto con la recente apertura al dialogo tra Washington e Beijing ma che fu redatto in previsione di un possibile teatro di guerra con la Cina[22]. Tutto questo va ad incastonarsi nella cornice del project 33, ovvero una serie di obiettivi da raggiungere entro la ricorrente data del 2027 per la US Navy. Obiettivi atti ad implementare una maggiore capacità di risposta rapida e di combattimento prolungato non solo nel Pacifico ma anche in mari come il Mediterraneo e il Mar Rosso[23]. Ad oggi, le capacità della marina statunitense di poter dislocare importanti buildup militari tramite i propri gruppi di portaerei – sia come strumento di leva politica che come effettivo strumento di guerra – sono state riconfermate dalle operazioni in Venezuela e in Iran. Questo nonostante il caso della guerra in Iran si sia dimostrato uno scontro che ha logorato parte delle scorte e degli stessi asset navali statunitensi per via della durata e dell’intensità degli scontri[24].
Federazione Russa
Anche la Russia negli anni ha puntato e continua a puntare ad un ammodernamento delle proprie capacità marittime – seppur con alcune difficoltà – confermato da documenti ufficiali circa le strategie da implementare e i principali progetti industriali. La strategia navale di Mosca è stata approvata ufficialmente nel 2019 e fonda sulla Nuova Dottrina Marittima richiesta nel 2015[25]. Il Cremlino è impegnato così nello sviluppare ed implementare le proprie capacità marittime entro il 2030, sebbene diverse problematiche continuino a rallentare e ritardare la consegna di nuove unità da combattimento[26]. Recentemente si è tenuta un’ulteriore riunione da parte dei vertici russi atta ad integrare nuovi elementi per una strategia navale che guardi non più al 2030 ma al 2050. Sono state sottolineate in quell’occasione le nuove sfide che i teatri di guerra stanno apportando alla Marina russa che avrebbe – sempre secondo fonti russe – commissionato 49 nuove unità tra il 2020 e il 2024, con particolare accezione per sottomarini multiruolo e strategici e unità di superficie[27].
Venendo ora ai teatri operativi della Marina russa, nel quadro strategico del Cremlino un ruolo importante nella difesa del fianco sud di Mosca lo gioca tutt’oggi il Mediterraneo[28]. È bene però specificare che ad oggi non sono poche le difficoltà che il Cremlino sta affrontando per mantenere tale presenza in loco e soprattutto in modo stabile. Le basi di Khmeimim e Tartus in Siria – dopo la caduta di Assad – sono divenute un punto interrogativo per Mosca, la quale ha preventivamente riallocato parte dei propri equipaggiamenti[29] facenti parte della strategia di interdizione aerea A2/AD[30]. Diversi vascelli hanno lasciato la Siria avviando un lento processo di uscita dal mediterraneo, ma questo non sembra essere un abbandono della regione. Un recente Memorandum siglato con il Governo siriano di Al Shaara avrebbero nuovamente consentito al Cremlino di usufruire della base navale di Tartus (eccetto il porto commerciale). La base aerea di Khmeimim verrà ritrasformata in aeroporto civile e infine le basi militari sul territorio trasformate in centri di addestramento comune tra l’esercito siriano e quello russo[31]. Un sottomarino russo è giunto nel porto di Algeri come parte del programma di cooperazione bilaterale con l’Algeria[32] unitamente al continuo dialogo con la Siria anche legato a temi securitari[33]. Anche i territori libici sotto il controllo di Haftar restano ancora un’opzione come nuovo hub navale per Mosca[34]. Inoltre, unità navali russe sono state monitorate al largo della Sardegna dimostrando che il Mediterraneo, sebbene sotto stretta sorveglianza, è ancora una regione di passaggio e presenza navale russa[35].
Resta particolarmente salda la presenza aeronavale russa nella regione artica, vista come vitale da Mosca sia per le possibilità commerciali che offre la Northern Sea Route, sia in chiave di deterrenza. Non a caso numerosi asset militari russi legati alla deterrenza convenzionale e nucleare sono di stanza nella regione artica, con una concentrazione particolare nella Penisola di Kola[36]. La Flotta del Nord, sin dalla Guerra fredda, resta il principale gruppo navale militare al servizio del Cremlino, fondamentale per le sue capacità di deterrenza nucleare e nel garantire la capacità di “secondo colpo”[37]. Recentemente diverse unità di nuova fabbricazione stanno andando a rafforzarne le fila, tra vascelli di superfice, nuovi sottomarini classe Yasen-M[38] e probabilmente l’ammodernato incrociatore da battaglia a propulzione nucleare classe Kirov – l’Admiral Nakhimov[39] – a completare un assetto navale particolarmente difensivo. La Russia detiene una presenza militare navale anche nel Pacifico, resasi recentemente protagonista di esercitazioni atte a dimostrare la capacità russa di poter fronteggiare i blocchi militari e politici posti dalla NATO[40].
Nello specifico caso della Federazione Russa è bene spendere qualche parola in più circa i danni subiti da quest’ultima nel contesto della guerra con l’Ucraina. In particolare, la Flotta del Mar Nero ha subito diversi colpi ad infrastrutture ed asset navali assestati dalle nuove strategie di guerra (navale in questo caso) di Kiev. A partire dall’affondamento della nave ammiraglia Moskva, molti sono stati gli attacchi condotti da Kiev tramite l’utilizzo di droni aerei e navali come i Magura, contestualmente ad attacchi con missili. Questi nuovi strumenti si sono rivelati efficaci nel colpire e danneggiare le navi russe sia in mare aperto che nei porti di riferimento del Mar Nero, come Sebastopoli in Crimea (un esempio di questo lo troviamo in un evento del 2023[41]).
Proprio le dinamiche della guerra con Kiev hanno infatti spinto Mosca ad inserire all’interno della propria strategia navale la necessità per le proprie flotte di implementare nuove tecnologie in grado di contrastare ed utilizzare a propria volta gli strumenti della nuova generazione di guerre[42]. A tal proposito è bene aggiungere l’avvistamento, seppur non confermato, di analogiche griglie anti-drone su alcuni vascelli di superficie e sottomarini in stallo nei porti russi[43].
Repubblica Popolare Cinese
La capacità navale della Cina contemporanea – anche se prevalentemente “localizzata” – risulta essere imponente nei numeri ed in grado di ricorrere a strategie di confronto convenzionali e ibride[44]. Fonti statunitensi indicano che il numero di unità navali cinesi sia attualmente di circa 395 navi con una previsione di 435 unità commissionate entro il 2030[45]. Ad essere particolarmente rilevante è la capacità dimostrata da Beijing di poter autoprodurre e gestire unità strategicamente rilevanti come le portaerei (un recente esempio è la Fujian[46]). Ad oggi – a differenza di altri attori presi in analisi – non è disponibile un singolo documento programmatico che indichi i pilastri e le prospettive della strategia navale di Beijing. È però possibile evincere da altre pubblicazioni del governo cinese una propensione al ruolo quale potenza stabilizzatrice dello scacchiere internazionale contemporaneo[47]. Venendo ai teatri dove la Cina detiene una presenza navale o è in grado di proiettarla, fondamentali sono il Mar Cinese Meridionale, il Mediterraneo e l’Artico.
Quest’ultima regione ha recentemente visto un incremento dell’interesse e della presenza di Beijing in tandem con Mosca. La proiezione artica della Cina, la cui spina dorsale fonda su una crescente flotta di navi rompighiaccio da ricerca[48]a è in aumento. Già nel 2023 le due potenze artiche operarono esercitazioni navali congiunte tra le due marine militari, le Northern/Interaction-2023[49]. Non mancano poi gli interessi, stando a fonti USA, di Beijing nell’infiltrarsi sempre più nella regione non solo grazie alla collaborazione con Mosca ma anche nei campi della ricerca scientifica e dell’economia[50].
Nella regione di diretto interesse di Beijing, ovvero il Mar Cinese Meridionale, la presenza militare navale cinese è sensibilmente più estesa, con i cantieri navali cinesi che lavorano a pieno regime e non solo a fini militari[51]. Beijing vanta 3 porterei operative tra cui la tanto discussa (ed autoprodotta) Fujian, insieme alla Liaoning e la Shandong nonché probabilmente un quarto scafo per una futura nuova portaerei già in fase di costruzione[52]. Ad affiancare in modo più capillare le capacità operative dalla PLAN poi vi è la Guardia Costiera cinese, la quale è stata spesso protagonista di scontri con imbarcazioni di altre nazioni come quelle delle Filippine. La Guardia Costiera cinese interviene direttamente anche nelle acque che Beijing reclama come territoriali ma che sono de facto zone contese con altri attori regionali. La Guardia Costiera è poi supportata a stretto contatto dalle navi da guerra della PLAN[53]. Un ultimo punto che è bene rimarcare circa le capacità navali della Cina riguarda l’utilizzo di strategie di guerra ibrida come le People’s Armed Forces Maritime Militia (PAFMM) – la cui fondazione risale al 1949[54] – le quali forniscono supporto locale agli obiettivi di Beijing nelle acque regionali, inoltre risultano molto utili a Beijing per far sì che la PLAN possa puntare alle proiezioni marittime esterne e “lontane”[55]. Questa milizia sebbene sia composta da unità separate e indipendenti dalla PAF (China’s People’s Armed Forces) sono dirette dai comandi locali della PLA[56]. Tra le strategie e le tattiche considerabili di “guerra ibrida” navale cinese è bene citare anche le recenti ma non confermate notizie circa l’installazione di silos per il lancio di missili di varie tipologie su vascelli commerciali[57].
Un teatro interessante che vede gli effetti “indiretti” delle proiezioni cinesi è anche il Mediterraneo. Nonostante non vi sia una presenza stabile di vascelli della PLAN (People’s Liberation Army Navy) nel bacino Mediterraneo, l’interesse strategico-economico di Beijing per la regione è rilevante, soprattutto per l’importanza commerciale della rotta marittima della BRI e gli ingenti investimenti cinesi da un punto di vista infrastrutturale-portuale. A rimarcare non solo l’interesse di Beijng nella regione ma anche la capacità di dislocare forze navali in loco, troviamo le esercitazioni congiunte nei “mari lontani” (远 海) avvenute tra il 2022[58] e il 2025[59] e le missioni antipirateria a cui la PLAN partecipa attivamente. Queste sono state lanciate in acque come quelle del Golfo di Aden[60], tutelando così gli interessi commerciali di Pechino sia verso il continente africano che verso il Mediterraneo[61]. Non sono mancate esercitazioni congiunte anche all’interno del bacino Mediterraneo come, ad esempio, quelle tenutesi con l’Egitto nel 2024[62].
Ad oggi la Cina è innegabilmente una potenza navale sebbene sia ancora limitata alle proprie regioni di diretto riferimento e le loro problematiche come il già citato Mar cinese meridionale o la questione di Taiwan. Ciononostante, è bene notare che negli anni Beijing ha dimostrato di essere in grado di proiettare questa forza all’esterno e anche in regioni geograficamente lontane ma di rilievo per il governo cinese.
Note
[1] Britannica Editors (2016, July 14). sea power. Encyclopedia Britannica. https://www.britannica.com/topic/sea-power
[2] Belt and Road Portal, What is the BRI?, Xinhua Silk Road, June 26, 2023. In: https://eng.yidaiyilu.gov.cn/p/0N4P7CF0.html
[3] Republic of Türkiye, Ministry of Foreign Affairs, Türkiye’s Connectivity and Multilateral Transportation Policy. In: https://www.mfa.gov.tr/turkiye_s-multilateral-transportation-policy.en.mfa
[4] Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). In: https://www.esteri.it/it/temi/aree_geografiche/asia/asia-meridionale/corridoio-economico-india-medio-oriente-europa-imec/
[5] G. Lauriat, Global maritime choke points, American Journal of Transportation, Apr 19, 2021. In: https://ajot.com/premium/ajot-global-maritime-choke-points
[6] Arctic Portal.org, Northeast Passage / Northern Sea Route (NSR), Shipping Portlet. In: https://arcticportal.org/shipping-portlet/shipping-routes/northeast-passage
[7] President of Russia, Vladimir Putin approved basic principles of state policy in the Arctic, March 5, 2020. In: http://en.kremlin.ru/acts/news/62947 Rasporyazheniyem Pravitel’stva Rossiyskoy Federatsiiot 30 avgusta 2019 g. № 1930-r, Strategiya razvitiya morskoy deyatel’nosti Rossiyskoy Federatsii do 2030 goda [Order of the Government of the Russian Federation of 30 August 2019 No 1930-r on the Strategy for the development of maritime activities of the Russian Federation up to 2030] Official Website of the Russian Government, 30 August 2019. In: http://government.ru/docs/all/123507/
[8] NATO, Arctic security, Updated: 24 July 2026. In: https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/arctic-security
[9] U.S. Department of Defense, U.S. Indo-Pacific Command, Readout of Secretary of Defense Lloyd J. Austin III’s Call With Philippine Secretary of National Defense Gilberto Teodoro Jr., press release, June 26, 2024. In: https://www.pacom.mil/Media/News/News-Article-View/Article/3819003/readout-of-secretary-of-defense-lloyd-j-austin-iiis-call-with-philippine-secret/
[10] U.S. Department of War, U.S. National Defence Strategy 2026, cit. pp. 3-4. In: https://media.defense.gov/2026/Jan/23/2003864773/-1/-1/0/2026-NATIONAL-DEFENSE-STRATEGY.PDF
[11] Aaron-Matthew Lariosa, China Drills in South China Sea During Philippine-Indian Naval Patrols, U.S. Naval Institute, August 7, 2025. In: https://news.usni.org/2025/08/07/china-drills-in-south-china-sea-during-philippine-indian-naval-patrols
[12] The White House, Indopacific Strategy of the United States, February 2022. In: https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2022/02/U.S.-Indo-Pacific-Strategy.pdf
[13] U.S. Department of Transportation, Maritime Administration, 2026-006-Red Sea, Bab el Mandeb Strait, Gulf of Aden, Arabian Sea, and Somali Basin-Houthi Attacks on Commercial Vessels. In: https://www.maritime.dot.gov/msci/2026-006-red-sea-bab-el-mandeb-strait-gulf-aden-arabian-sea-and-somali-basin-houthi-attacks
[14] United Nations, Global food supply has become ‘collateral damage’ in conflicts: Secretary-General, UN News, 24 August 2026. In: https://news.un.org/en/story/2026/08/1168190
[15] E. J. Labs, The 2026 Outlook for Navy Shipbuilding, Congressional Budget Office, 7 January 2026. In: https://www.cbo.gov/system/files/2026-01/61947-Shipbuilding.pdf
[16] Congressional Budget Office, An Analysis of the Navy’s 2025 Shipbuilding Plan, jenuary 2025. In: https://www.cbo.gov/publication/61155
[17] America’s Navy, Secretary Del Toro Releases Science and Technology Strategy, Offers Path for Sustained Innovation 10 April 2024. In: https://www.navy.mil/Press-Office/News-Stories/Article/3736947/secretary-del-toro-releases-science-and-technology-strategy-offers-path-for-sus/
[18] Executive Office of The President of the United States, AMERICA’S MARITIME ACTION PLAN FEBRUARY 2026. In: https://www.whitehouse.gov/wp-content/uploads/2026/02/Restoring-Americas-Maritime-Dominance.pdf
[19] Fiscal Year 2026 Department of the Navy Budget Submission, FY 2026 Budget Highlights, 7/11/2025. Cit. p. 2.2. In: https://www.secnav.navy.mil/fmc/fmb/Documents/26pres/Highlights_Book.pdf
[20] M. Olay, Trump Announces New Class of Battleship, Pentagon News, US Department of War, Dec. 22, 2025. In: https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4366952/trump-announces-new-class-of-battleship/
[21] Chief of naval operations, Navigation Plan 2024, cit. p. 6. In: https://www.navy.mil/Portals/1/CNO/NAVPLAN2024/Files/CNO-NAVPLAN-2024-high-res-v2.pdf
[22] Ibidem
[23] Ivi., cit. p. 11
[24] J. Trevithick, USS Abraham Lincoln Looks Like It’s Been Through Hell After 286 Days At Sea, TWZ, Sep 2, 2026. In: https://www.twz.com/sea/uss-abraham-lincoln-looks-like-its-been-through-hell-after-286-days-at-sea
[25] President of Russia, Russian Federation Marine Doctrine: Vladimir Putin held a meeting to discuss the new draft of Russia’s Marine Doctrine, July 26, 2015. In: http://www.en.kremlin.ru/events/president/news/50060
[26] ПРАВИТЕЛЬСТВО РОССИЙСКОЙ ФЕДЕРАЦИИ Р А С П О Р Я Ж Е Н И Е от 30 августа 2019 г. № 1930-р, cit. pp. 5-6. In: http://static.government.ru/media/files/f97zDwh44IJsniyhDZuV85gaL4AkE5M4.pdf
[27] President of Russia, Meeting on development strategy for the Navy, April 11, 2025. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/76673
[28] D. Gorenburg, Russia’s Naval Strategy in the Mediterranean, George C. Marshall European Center for Security Studies, July 2019, Number 035. In: https://www.marshallcenter.org/en/publications/security-insights/russias-naval-strategy-mediterranean-0
[29] C. Harward, N. Wolkov, D. Gasparyan, G. Mappes, G. Barros, Russian Offensive Campaign Assessment, ISW, December 8, 2024. In: https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-december-8-2024/
[30] Per approfondire: A. Minervini, La strategia difensiva russa a “bolle”: A2/AD, Giugno 5, 2026. In: https://www.opiniojuris.it/russia-exspaziosovietico/la-strategia-difensiva-russa-a-bolle-a2-ad/
[31] President of Russia, Telephone conversation with President of Syria Ahmed al-Sharaa, News, August 26, 2026. In: http://www.en.special.kremlin.ru/events/president/news/80589
[32] Ministry of National Defence, Naval Force, Port Call of a Detachment of the Russian Naval Fleet at the Port of Algiers, 18 December 2025. In: https://www.mdn.dz/site_cfn/sommaire/actualites/an/evenan18122025.php
[33] K. Doyle and News Agencies, Syria-Russia ties entering ‘new stage’ as foreign ministers meet in Moscow, Al Jazeera, 24 December 2025. In: https://www.aljazeera.com/news/2025/12/24/syria-ministers-discuss-military-cooperation-with-putin-in-russia-report
[34] F. Talbot, Russia’s most important Middle East base is not where you think, Atlantic Council, December 18, 2025. In: https://www.atlanticcouncil.org/blogs/menasource/russias-most-important-middle-east-base-is-not-where-you-think/
[35] Russian Navy Flotilla Transits the Sicily Channel, Highlighting Ongoing Italian Air Surveillance in the Central Mediterranean, itamilradar, February 3, 2026. In: https://www.itamilradar.com/2026/02/03/russian-navy-flotilla-transits-the-sicily-channel-highlighting-ongoing-italian-air-surveillance-in-the-central-mediterranean/
[36] Jonas Kjellén. “The Russian Northern Fleet and the (Re)militarisation of the Arctic”, Arctic Review on Law and Politics, Vol. 13, 2022, pp. 34–52. Cit. p. 39. Cit. p. 41. In: http://dx.doi.org/10.23865/arctic.v13.3338
[37] “The Northern Fleet’s ascendance was largely due to the Soviet emphasis on sub-marines, particularly nuclear-powered submarines armed with nuclear-tipped ballis-tic missiles (SSBNs), which needed access to the world oceans to sustain the nuclear second-strike capability”. Jonas Kjellén. “The Russian Northern Fleet and the (Re)militarisation of the Arctic”, Arctic Review on Law and Politics, Vol. 13, 2022, pp. 34–52. Cit. p. 39. In: http://dx.doi.org/10.23865/arctic.v13.3338
[38]T. Ozberk, Russia Floats Out Yasen-M-class Nuclear Submarine Ulyanovsk, Naval News, Published on 02/08/2026. In: https://www.navalnews.com/naval-news/2026/08/russia-floats-out-yasen-m-nuclear-submarine-ulyanovsk/
[39] President of Russia, Reports by fleet commanders on the security landscape and current missions, July 26, 2026. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/80339
[40] President of Russia, Pacific Fleet drills, Events, August 12, 2026. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/80512
[41] H. I. Sutton, Ukraine’s Attack On Sevastopol Also Targeted Important Ships Crossing Black Sea, Naval News, Published on 14/09/2023. In: https://www.navalnews.com/naval-news/2023/09/ukraines-attack-on-sevastopol-also-targeted-important-ships-crossing-black-sea/
[42] “At the same time, it is evident that the dynamics of the changing global situation, the emergence of new challenges and threats, including those in maritime domains, as well as the vigorous technological and digital revolution, robotisation, and the widespread implementation of unmanned systems – all these necessitate the formation of a new profile for the Navy.” President of Russia, Meeting on development strategy for the Navy, April 11, 2025. In: http://en.kremlin.ru/events/president/news/76673
[43] T. Newdick, Anti-Drone “Cope Cage” Appears On Russian Patrol Boat, TWZ, May 11, 2026. In: https://www.twz.com/sea/anti-drone-cope-cage-appears-on-russian-patrol-boat
[44] P. W. G. Zhao, Winning without Fighting in the Indo-Pacific, The Netherlands journal of war studies – Militaire spectator Jaargang 193, nummer 2, 2024, cit. p. 93.
In: https://militairespectator.nl/artikelen/winning-without-fighting-indo-pacific
[45] Congressional Research Centre, China Naval Modernization: Implications for U.S. Navy Capabilities—Background and Issues for Congress. Updated April 24, 2025. In: https://www.congress.gov/crs-product/RL33153
[46] Li Jiayao, Ministry of National Defense of the People’s Republic of China, China’s aircraft carrier Fujian heads for South China Sea for scientific research tests, training missions, 2025-09-12. In: http://eng.mod.gov.cn/xb/News_213114/TopStories/16409156.html
[47] Li Jiayao, China releases white paper on national security, Xinhua Net, 2025-05-12. In: http://eng.mod.gov.cn/xb/News_213114/TopStories/16385610.html
[48] Da Redazione, Video: China Unveils its Fourth Research Icebreaker, The Maritime Executive, 31 December 2023. In: https://maritime-executive.com/article/china-unveils-its-fourth-research-icebreaker
[49] By Qian Xiaohu and Ren Xu, Editor Li Weichao, China-Russia Northern/Interaction-2023 exercise concludes, Ministry of National Defense of the People’s Republic of China, 2023-07-24. In: http://eng.mod.gov.cn/xb/News_213114/TopStories/16239326.html
[50] Jim Garamone, China Increasing Interest in Strategic Arctic Region, U.S. Department of War, DOD News, Dec. 5, 2024. In: https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/3986308/china-increasing-interest-in-strategic-arctic-region/
[51] Marek Grzybowski, Strona główna Przemysł Stoczniowy, Przemysł Morski, Stocznie, Statki, BSSC, China’s shipbuilding industry to take over 80% of contracts in 2026. China’s monopoly is changing maritime transport [REPORT], 1 September 2026. In: https://www.bssc.pl/2026/09/01/chinas-shipbuilding-industry-to-take-over-80-of-contracts-in-2026-chinas-monopoly-is-changing-maritime-transport-report/
[52] M. P. Funaiole, B. Hart, A. Powers-Riggs, J. S. Bermudez Jr., A New Supercarrier Emerges, CSIS, May 21, 2026. In: https://features.csis.org/hiddenreach/china-fourth-carrier/
[53] DTIC, ‘The PLAN Navy: New Capabilities and Missions in the 21st Century,’ cit. pp. 45-46. In: https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA616040
[54] P. W. G. Zhao, Winning without Fighting in the Indo-Pacific, The Netherlands journal of war studies – Militaire spectator Jaargang 193, nummer 2, 2024, cit. p. 93. In: https://militairespectator.nl/artikelen/winning-without-fighting-indo-pacific
[55] Ivi. cit. p. 94. In: https://militairespectator.nl/artikelen/winning-without-fighting-indo-pacific
[56] Kennedy, Conor M. and Erickson, Andrew S., “China Maritime Report No. 1: China’s Third Sea Force, The People’s Armed Forces Maritime Militia: Tethered to the PLA” (2017). CMSI China Maritime Reports. 1. In: https://digital-commons.usnwc.edu/cmsi-maritime-reports/1
[57] E. Gossrow, Container Ship Turned Missile Battery Spotted in China, Naval News, 25/12/2025. In: https://www.navalnews.com/naval-news/2025/12/container-ship-turned-missile-battery-spotted-in-china/
[58] Jie Gao, K. W. Allen, China Maritime Report No. 37: Re-Engaging With the World: China’s Military Diplomacy in 2023, U.S. Naval War College, 4-15-2024, cit. p. 9.
[59] Huang Panyue, China, Russia Joint Sea-2025 naval drill enters full maritime exercise phase, Ministry of National Defense of the People’s Republic of China, CGTN, 2025-08-03. In: http://eng.mod.gov.cn/xb/News_213114/TopStories/16400425.html
[60] Kaufman, A. A. (2009). China’s participation in anti-piracy operations off the horn of Africa: Drivers and implications. Arlington: CNA China Studies. In: https://apps.dtic.mil/sti/tr/pdf/ADA503697.pdf
[61] Ministry of National Defense of the People’s Republic of China, Regular Press Conference of China’s Ministry of National Defense on December 28, Editor: Li Weichao 2024-01-08. In: http://eng.mod.gov.cn/xb/News_213114/NewsRelease/16279128.html [62]Li Weichao, 46th Chinese naval escort taskforce conducts joint maritime training with Egyptian Navy, China Military Online, 2024-08-23. In: http://eng.chinamil.com.cn/CHINA_209163/TopStories_209189/16333094.html?utm
Foto copertina: Una fotografia del USS Gerald R. Ford insieme a unità alleate nel Mediterraneo, che rende bene il tema della proiezione di potenza e della presenza navale statunitense. La U.S. Navy indica esplicitamente il Mediterraneo come area operativa della Sixth Fleet.











