World News: notizie dal Mondo – Europa


World News, la rubrica che vi porta in viaggio attraverso i continenti per scoprire le notizie più rilevanti da ogni angolo del pianeta. Dall’America all’Asia, dall’Africa all’Europa, fino all’Oceania, vi aggiorniamo su politica, economia, ambiente, cultura e società, per offrirvi una panoramica globale e sempre aggiornata. Cosa è accaduto in Europa? notizie dal 1° al 31° agosto 2025.


Europa e UE: la Commissione ha sospeso per sei mesi il pacchetto di contro dazi da più di 90 miliardi di euro che era stato messo a punto prima della conclusione dell’accordo con il Presidente Trump. È entrato in vigore il regolamento europeo “Media Freedom Act” che interviene sulla libertà di stampa, al fine di tutelare in particolare l’indipendenza e la pluralità dei sistemi di informazione nazionali. Approvato a marzo 2024, la sua implementazione avviene a macchia di leopardo, in particolare a causa della mancanza di volontà politica in diversi paesi UE.
Il Presidente del Consiglio Europeo Costa ha affermato che il piano di Israele di occupare Gaza avrà delle conseguenze sui rapporti tra Bruxelles e Tel Aviv.   
A seguito dell’incontro tra il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente della Federazione russa il 15 agosto, i leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Finlandia, il Segretario della Nato e la Presidente della Commissione UE si sono recati a Washington assieme al Presidente ucraino per discutere dei risultati del bilaterale e dei progetti di pace in Ucraina.
La Commissione non è riuscita ad ottenere dall’amministrazione USA l’esenzione dai dazi per le bevande alcoliche, richiesta avanzata in particolare da Francia e Italia, le più esposte a causa della loro ampia produzione ed esportazione di vini.

Albania: il 9 agosto il canale televisivo privato News24 ha interrotto le sue trasmissioni dopo che l’edificio che ospita gli uffici è stato circondato dalla polizia. L’intervento delle autorità è avvenuto nel contesto di una controversia tra lo Stato e Focus Media Group attorno alla proprietà dei locali, in particolare in ossequio ad una sentenza del tribunale. I giornalisti e gli attivisti affermano che si tratti invece di un attacco deliberato alla libertà di espressione.

Austria: le forze armate sono alle fasi conclusive nell’elaborazione di un piano che permetterà a Vienna di avere dei propri satelliti entro l’inizio del 2027; l’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza da altri paesi.
Secondo l’Österreichisches Institut für Wirtschaftsforschung (WIFO), l’economia del Paese rimane in una fase di stagnazione: la crescita domestica e il mercato del lavoro rimangono deboli, mentre l’inflazione sta rialzando nuovamente la testa.
La visita di Stato del Cancelliere Stockner a Belgrado è stata messa in ombra dalle continue e violente proteste che proseguono in Serbia da molti mesi. Il Cancelliere ha messo in evidenza sia il percorso di adesione del Paese all’UE, sia la necessità del rispetto dello stato di diritto e dell’indipendenza dell’informazione.

Belgio: sono entrate in vigore alcune norme in materia di migrazione e richiedenti asilo, che escluderanno dal sistema di accoglienza nazionale coloro i quali hanno già presentato e ottenuto la protezione internazionale in altri paesi UE. L’obiettivo è quello di limitare il fenomeno del così detto “Asylum Shopping”; a sostegno di questa decisione sono stati portati i numeri dello scorso anno che hanno visto su un totale di circa 40mila richieste, 15mila provenienti da richiedenti che avevano già ottenuto la protezione o erano in attesa di valutazione in un altro stato UE. Sono stati preannunciati interventi anche in materia di ricongiungimenti familiari.
A partire dal 2026 entrerà in vigore una nuova imposta del 10% sulle plusvalenze realizzate da persone fisiche su determinate attività finanziarie. 

Bosnia-Erzegovina: il Primo Ministro Radovan Viskovic della Repubblica Srpska entità costitutiva la Bosnia-Erzegovina si è dimesso dal suo incarico. Una decisione che arriva a pochi giorni dall’invito del Presidente Milorad Dodik a costituire un governo di unità nazionale in risposta alla sua condanna per aver violato le norme costituzionali. Lo scorso febbraio il tribunale ha condannato Dodik a un anno di reclusione e a sei anni di interdizione dai pubblici uffici. Condanna confermata in appello che ha portato la Commissione Elettorale Centrale a sollevare il presidente Dodik dal suo incarico; dovranno essere convocate elezioni anticipate entro novanta giorni. Dodik, che non sembra avere intenzione di accettare le decisioni, ha comunicato che intende ostacolare il processo elettorale e vuole convocare una serie di referendum sulla sua persona, minacciando allo stesso tempo un referendum sull’indipendenza dell’entità serbo-bosniaca.

Croazia: il Presidente croato Zora Milanović ha espresso sui social la sua contrarietà alla partecipazione del Primo Ministro Plenković alle discussioni della così detta Coalizione dei volenterosi che si sono tenute dopo il vertice alla Casa Bianca con Zelensky e altri leader europei.

Danimarca: Mette Frederiksen ha affermato che non riconoscerà lo stato di Palestina.

Estonia: durante un incontro a Tallin con il Presidente israeliano Herzog, l’omologo estone Alar Karis ha affermato che la crisi umanitaria a Gaza non può essere considerata un prezzo equo per la lotta al terrorismo. È stato ribadito il sostegno dell’Estonia alla soluzione dei due stati. È stato espulso un diplomatico russo accusato di aver agito per minare l’ordine costituzionale del Paese.
Il Ministro dell’Interno Igor Taro ha affermato che il Paese non dovrebbe accogliere i rifugiati provenienti dall’Europa meridionale come previsto dal nuovo patto migrazione e asilo approvato lo scorso anno e che entrerà progressivamente in vigore entro il 2026 nelle sue parti principali. Nel quadro della solidarietà intra europea in materia di migrazione, i Paesi membri potranno decidere se ricollocare sul proprio territorio richiedenti asilo sulla base delle proprie capacità, inviare personale a supporto o pagare una somma in aiuto del Paese esposto all’arrivo di persone migranti. 79 le persone che potrebbero essere ricollocate in Estonia.

Finlandia: la Ministra delle finanze Riikka Purra nella bozza di bilancio per il 2026 ha proposto una serie di tagli al fine di ridurre la spesa pubblica di circa un miliardo di euro. Se confermato, il piano comporterebbe l’eliminazione del sistema delle quote per i rifugiati, il congelamento dei finanziamenti per le università e lo scioglimento dell’Agenzia nazionale finlandese per l’istruzione le cui funzioni verrebbero trasferite al Ministero dell’educazione. Accanto ai tagli, è previsto un aumento di allocazioni per la difesa pari a 3 miliardi di euro, stando alla bozza che sarà negoziata a partire da settembre.
I socialdemocratici, primo partito di opposizione, hanno minacciato di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Primo Ministro Orpo a causa della mancanza di chiarezza da parte dell’Esecutivo sulla questione del riconoscimento della statualità della Palestina. L’annuncio segue diversi mesi di tensione tra i partiti della maggioranza sul tema della guerra in Medio Oriente e le affermazioni contraddittorie da parte del Presidente Stubb e della Ministra degli esteri che si sono espressi per il riconoscimento, a fronte del rifiuto dei Cristiano Democratici e dei Veri Finlandesi.

Francia: è entrata in vigore la legge per Mayotte dopo la verifica della Corte costituzionale. Il testo, approvato lo scorso febbraio, introduce alcune misure d’emergenza per tentare di affrontare le problematiche strutturali del dipartimento d’oltremare.
È stata promulgata dal Presidente della Repubblica la Loi Duplomb sulla quale si sono sviluppate delle aspre contestazioni per l’allentamento di alcune norme ambientali, successivamente censurate dalla Corte costituzionale.
Decolonizzazione: Macron ha fatto proprie le conclusioni di un rapporto di storici sottopostogli a gennaio, che “ha dimostrato che in Camerun si è verificata una guerra, durante la quale le autorità coloniali e l’esercito francese hanno esercitato una violenza repressiva” anche dopo il 1960.
L’accordo di riforma dello status della Nuova Caledonia, raggiunto lo scorso luglio che prevede la costituzione di uno Stato e di una cittadinanza della Nuova Caledonia, unito alla Francia e non la convocazione di un nuovo referendum sull’indipendenza, è stato rigettato dagli indipendentisti dell’FLNKS (Front de Liberation Nationale Kanako Socialiste).
Il Quai d’Orsay ha convocato l’ambasciatrice italiana a Parigi in reazione alle parole del Ministro delle infrastrutture italiano riguardanti l’ipotesi di una missione militare europea in Ucraina.
Il Primo Ministro François Bayrou ha deciso di chiedere la verifica della fiducia all’Assemblea Nazionale il prossimo 8 settembre. Una mossa che rischia di trascinare la Francia nuovamente nel caos politico: trattandosi di un governo di minoranza si trova nella difficoltà di dover far approvare una legge di bilancio “lacrime e sangue” per tentare di rimettere sotto controllo la spesa pubblica.

Germania: la polizia ha deciso di espandere l’utilizzo del software di sorveglianza Gotham, creato dall’azienda USA Palantir. Al momento tre Länder già utilizzano questo strumento: Baviera, Hesse, Nord Reno-Vestfalia, mentre la polizia del Baden-Württemberg sta pianificando di implementarne l’utilizzo.

Grecia: la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) ha ordinato ad Atene di non espellere otto uomini sudanesi, arrivati a Creta dalla Libia. Dubbi sono stati sollevati sulla legittimità della decisione di sospendere per tre mesi le domande di asilo, risultato di una legge del luglio scorso ed indirizzata a colpire in particolare coloro i quali arrivano in Grecia dal Nord Africa. Il 14 agosto sono state emesse misure provvisorie che hanno bloccato la procedura, per permettere ai tribunali nazionali di valutare i casi.
Il Governo intende approvare delle regole più stringenti nei confronti delle ONG che operano nel salvataggio in mare.

Irlanda: il Paese si sta avvicinando alle elezioni presidenziali che dovranno tenersi il prossimo autunno. Al momento attuale si conosce solamente la candidata della sinistra unita, Catherine Connolly, la quale ha espresso posizioni molto dure sulla situazione a Gaza negli ultimi mesi. Fine Gael di centro-destra, ha nominato lo scorso luglio Mairead McGuinn il quale però si è ritirato dalla corsa per motivi medici. Lo Sinn Féin non ha ancora un suo candidato pur valutando di supportare la Connolly, così come il Fianna Fáil, il partito repubblicano, che non ha ancora deciso se presentare un suo nome. Le elezioni presidenziali hanno riacceso il dibattito attorno alla possibilità per i nordirlandesi di votare, a dimostrazione di quanto sia ancora accesa la questione della divisione dell’Isola.

Italia: è stato arrestato in Italia un uomo di nazionalità ucraina sospettato di essere l’attentatore che nel 2022 aveva danneggiato le condutture del Nord Stream. Il sospettato verrà trasferito in Germania dove verrà processato.

Lituania: Il presidente Gitanas Nauseda ha nominato la deputata socialdemocratica Inga Ruginiene al posto di primo ministro, a seguito delle dimissioni di Paluckas, colpito da un’inchiesta per corruzione.

Kosovo: continua il blocco del sistema istituzionale del piccolo Paese balcanico che ormai da molti mesi non riesce ad eleggere il Presidente del Parlamento al fine di costituire la nuova legislatura.

Norvegia: Oslo si appresta ad aggiornare la propria strategia per l’Artico. Attualmente la versione in vigore data il 2017. Si prevede secondo quanto affermato dal Ministro degli Esteri che ci sarà un sempre maggiore coordinamento con Finlandia e Svezia.

Paesi Bassi: Il governo olandese intende discutere “nuove misure” contro Israele: tra le possibili misure potrebbe rientrare il boicottaggio dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali in Cisgiordania.

Polonia: il Presidente della Repubblica, eletto lo scorso giugno, Karol Nawrocki, ha giurato prendendo il posto di Andrzej Duda. Nel suo discorso davanti al Parlamento ha affermato di voler essere la voce dei cittadini che vogliono sicurezza e sovranità. Si apre una nuova coabitazione tra il Primo Ministro europeista Donald Tusk e il Capo dello Stato, espressione del partito euroscettico di destra Diritto e Giustizia (PiS).

Portogallo: la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine nei confronti di André Ventura, presidente di Chega, partito di estrema destra, e Rita Matias, membro del parlamento dello stesso partito, per aver reso pubblici i nomi dei bambini immigrati iscritti a una scuola di Lisbona.

Regno Unito: è stata respinta alla Camera dei Comuni la mozione presentata dai conservatori che voleva respingere l’intesa raggiunta lo scorso maggio tra Londra e Repubblica di Mauritius che riconosce a quest’ultima la sovranità sulle isole Chagos fatta eccezione per la base militare Diego Garcia fondamentale nel quadro di sicurezza dell’Indo-Pacifico e che rimane in affitto al Regno Unito per 99 anni ad un canone di 100 milioni di sterline annuo.
Un gruppo di estrema destra, The Woodlander Initiative (TWI) ha raccolto 162.000 sterline per l’acquisto di lotti di terreno dove creare insediamenti dedicati esclusivamente a persone bianche. Simon Birkett, leader dell’iniziativa, ha acquistato un appezzamento vicino al villaggio gallese di Llanafan Fawr, dove si svolgerà il primo “campo” il prossimo settembre. L’obiettivo è creare zone separate e razzialmente esclusive sulla falsariga di quanto avviene nella provincia del Capo Settentrionale in Sudafrica e i campi in Arkansas.
Un nuovo sondaggio ha evidenziato come, se il referendum sulla Brexit si fosse tenuto oggi, solamente il 29% degli elettori sosterrebbe l’abbandono dell’UE.
È entrato in vigore l’accordo tra Regno Unito e Francia per la gestione e il rientro in Francia dei migranti che attraversano la Manica sui barchini, firmato a lato della visita di Stato del Presidente Macron a Londra.

Romania: è morto a Bucarest all’età di 95 anni Ion Iliescu, primo presidente della Romania post-comunista. Figura controversa della politica del Paese, è stato negli anni accusato anche di crimini contro l’umanità per i fatti del 1989-1990.

Serbia: visita lampo della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Belgrado dove è stato ribadito il sostegno di Roma per il percorso di integrazione europea, in un momento in cui il Paese è ancora scosso da forti proteste contro il Governo, che continua ad avere un atteggiamento ambiguo diviso tra Bruxelles, Mosca e Pechino.

Svizzera: un alto ufficiale svizzero è stato richiamato dal suo incarico presso l’OCSE a Vienna a causa del sospetto di attività di spionaggio a favore della Russia. La giustizia militare ha avviato un’indagine per chiarire la portata del caso.