Rinvio dell’Accordo MERCOSUR-UE: resistenze e prospettive strategiche

Proteste contro l'accordo MERCOSUR-UE
Proteste contro l'accordo MERCOSUR-UE

Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva aveva annunciato la firma dell’Accordo MERCOSUR-UE per il 20 dicembre; tuttavia, a causa delle opposizioni della società civile, del settore agricolo e di alcuni Paesi europei, tra cui Francia e Italia, la firma sembra rinviata a gennaio.


Dopo quasi tre decenni di dialogo e di negoziati, sembrava imminente la firma dell’Accordo tra Mercado Común del Sur (MERCOSUR) e Unione Europea (UE), che avrebbe istituito un’area di libero scambio che avrebbe connesso 722 milioni di persone, diventando la più grande del mondo[1]. Inizialmente, il Presidente brasiliano Lula aveva annunciato la firma per il 18 dicembre 2025, ma l’evento non si è concretizzato.

Rapporti UE e MERCOSUR

Con l’Acuerdo Marco Interregional de Cooperación del 1995, si passò da una cooperazione bilaterale a una multilaterale, con dialoghi tra blocchi regionali anziché tra singoli Stati. Tra le principali criticità che hanno ostacolato l’integrazione vi erano divergenze su questioni agricole e ambientali[2]. Nel 2004 i negoziati furono sospesi a causa dell’indisponibilità europea a concedere aperture nel settore agricolo e della riluttanza da parte di alcuni Paesi latinoamericani a soddisfare alcune richieste europee[3]. Nel 2010, durante il vertice UE e America Latina e Caraibi a Madrid, i negoziati ripresero con progressi limitati. A partire dal 2016, con l’affermazione di governi neoliberisti in America Latina, si registrò un rilancio decisivo[4].  Il 28 giugno 2019 rappresentò una data chiave: mentre la presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti adottava politiche protezioniste, il MERCOSUR non aveva aderito ad accordi con altri grandi blocchi commerciali, portando le parti a raggiungere un accordo politico preliminare per uno commerciale[5]. Il 6 dicembre 2024, a Montevideo, venne firmato un accordo economico, in attesa di ratifica da parte dei parlamenti nazionali. La principale novità è stata l’inclusione dell’Accordo di Parigi, che pone il cambiamento climatico tra i temi essenziali[6].

Opposizioni e resistenze

Le mancata ratifica dell’Accordo è legata soprattutto all’opposizione delle organizzazioni sindacali degli agricoltori europei, preoccupate per l’aumento della concorrenza. Francia e Italia temono la competitività delle esportazioni sudamericane nel settore agricolo. Infatti, il 18 dicembre, Bruxelles è stato teatro di numerose proteste: i trattori hanno bloccato la città durante la discussione del Consiglio Europeo[7]. Le aziende agricole europee sono fortemente contrarie all’esistenza concreta di un’area di libero scambio che, secondo loro, favorirebbe il continente latinoamericano. Sebbene l’UE consideri l’accordo di rilievo strategico, soprattutto per le implicazioni di natura geopolitica, la Francia resta contraria temendo, la competitività delle esportazioni sudamericane. Affinché l’Accordo entri in vigore, servono quindici Paesi che rappresentino il 65% della popolazione europea[8]. Francia e Italia, insieme ad Austria, Polonia e Ungheria, chiedono garanzie per proteggere gli agricoltori locali. Gli Stati più favorevoli, invece, sono quelli con settori industriali più rilevanti. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Accordo: «non è accettabile»[9] nelle condizioni attuali, sostenendo la necessità di proteggere agricoltura, sovranità e sicurezza alimentare, tramite clausole di salvaguardia e garanzie di reciprocità[10]. Dunque, egli è aperto all’Accordo, non appoggiando la forma attuale, domandando maggiori tutele. La Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, invece, ha confermato la disponibilità a sottoscrivere l’intesa, a condizione che vengano le risposte agli agricoltori[11]. Durante il summit del MERCOSUR del 20 dicembre a Foz de Iguaçu, Lula ha invitato i Paesi europei a mostrare «coraggio politico»[12] ai Paesi europei per avanzare verso la stesura finale dell’Accordo.

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Conseguenze

Se dovesse entrare in vigore, l’Accordo creerebbe l’area di scambio con il maggior numero di consumatori al mondo, offrendo nuove opportunità alle imprese europee. Per l’UE, il MERCOSUR è centrale per la diversificazione economica, soprattutto dopo le politiche protezionistiche del Presidente statunitense Donald Trump. Inoltre, Bruxelles, in questo modo, potrebbe ridurre anche la dipendenza con le reti di approvvigionamento asiatiche e rafforzare le alleanze nel subcontinente[13]. Tuttavia, dopo quasi trent’anni, le nazioni europee non riescono ancora a raggiungere un’intesa unitaria, rischiando di essere percepite come un attore debole. La mancata firma potrebbe raffreddare i rapporti con i Paesi latinoamericani, spingendoli verso altri partner commerciali e riducendo l’influenza dell’UE nella regione. Ciò dimostra la mancanza di unità del blocco europeo, rendendo difficile una politica commerciale comune. La mancata firma può essere vista dagli Stati del Cono Sud come mancanza di affidabilità dell’Unione Europea.
La divisione tra Paesi che privilegiano la protezione dell’agricoltura e quelli più industrializzati dimostra la difficoltà di raggiungere un consenso unanime in politica commerciale estera. Anche la società civile esprime preoccupazioni: l’espansione delle esportazioni potrebbe aumentare i processi di deforestazione in America Latina e peggiorare la situazione dei diritti umani delle comunità indigene, spesso costrette ad abbandonare i propri territori per far spazio alla produzione agricola.
Ė evidente come gli accordi commerciali contemporanei non possano prescindere dalla tutela dell’ambiente, dai diritti umani delle comunità locali e dalla partecipazione degli attori non istituzionali.
Mentre l’Europa può consolidare la presenza nel Cono Sud, i Paesi latinoamericani potrebbero inserirsi in un mercato più ampio. Adesso tocca agli Stati europei rivedere le clausole riguardo le politiche agricole, per far sì che siano tutti compatti per giungere alla firma. La sfida principale consiste nel trovare un equilibrio tra protezione dei settori vulnerabili e apertura ai benefici di una maggiore integrazione economica, trasformando un negoziato complesso in un reale vantaggio per entrambe le parti.
L’UE deve armonizzare le proprie posizioni interne, offrendo garanzie agli agricoltori e agli attori non governativi, senza rinunciare ai vantaggi di una maggiore integrazione con il MERCOSUR. Solo attraverso compromessi sarà possibile trasformare un negoziato storico in una reale opportunità di cooperazione ambientale, economica e politica, consolidando il ruolo dell’Europa come un attore globale credibile.


Note

[1] Profilo Instagram di Luiz Inácio Lula da Silva, consultabile al link: https://www.instagram.com/p/DRZ2hBJDmdQ/.
[2] D. Corrado, “UE e Mercosur verso un accordo storico”, in Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, 05/09/2025, consultabile al link: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ue-e-mercosur-verso-un-accordo-storico-216500.
[3] P. Wulzer, “Un partenariato davvero strategico? Le relazioni tra Unione Europea e America Latina e i limiti della “politica estera” europea”, in Nocera R., Wulzer P. (a cura di), L’America Latina nella politica internazionale. Dalla fine del sistema bipolare alla crisi dell’ordine liberale, Roma, Carocci, 2020, pp. 235-236.
[4] “Mercosur”, in European Commission – Trade and Economic Security, consultabile al link: https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur_en.
[5] “Unione europea e Mercosur: raggiunto accordo sul commercio”, in Commissione Europea, 2019, p. 1, consultabile al link: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_19_3396/IP_19_3396_IT.pdf.
[6] “EU and Mercosur reach political agreement on groundbreaking partnership”, in European Commission, 06/12/2024, consultabile al link: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_6244 .
[7] “La grossa protesta degli agricoltori contro l’accordo con il Mercosur, a Bruxelles”, in Il Post, 18/12/2025, consultabile al link: https://www.ilpost.it/2025/12/18/proteste-argicoltori-bruxelles-accordo-unione-europea-mercosur/.
[8] P. Mossetti, “I trattori tornano a Bruxelles e l’accordo di libero scambio tra Mercosur e Unione europea slitta ancora (così Lula chiama Meloni)”, in Wired, 19/12/2025, consultabile al link: https://www.wired.it/article/mercosur-trattori-tornano-bruxelles-accordo-libero-scambio-slitta/.
[9] Profilo X di Emmanuel Macron, 19/12/2025, consultabile al link: https://x.com/EmmanuelMacron/status/2001966341960679931.
[10] Ibidem.
[11] Governo Italiano, 18/12/2025, consultabile al link: https://www.governo.it/it/articolo/accordo-sul-mercosur-nota-di-palazzo-chigi/30612.
[12] Profilo X Luiz Inácio Lula da Silva, 20/12/2025, consultabile al link: https://x.com/LulaOficial/status/2002360434402447853.
[13] A. De Luca, “Mercosur, l’Europa divisa rischia di perdere l’accordo”, in Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, 16/12/2025, consultabile al link: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/mercosur-leuropa-divisa-rischia-di-perdere-laccordo-225970.


Foto copertina: Proteste contro l’accordo MERCOSUR-UE