Trump alza il tiro contro Teheran: ultimatum sul nucleare tra minacce e diplomazia

Trump minaccia Teheran
Trump minaccia Teheran

Washington rafforza la presenza militare in Medio Oriente mentre Iran e Stati Uniti si scambiano avvertimenti sempre più duri.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo e duro avvertimento all’Iran, esortando Teheran a tornare al tavolo dei negoziati sul programma nucleare. In caso contrario, ha avvertito, un eventuale prossimo attacco militare statunitense sarebbe “molto peggiore” di quelli già avvenuti.
In un messaggio pubblicato sui social media, Trump ha invitato l’Iran a negoziare rapidamente un accordo “giusto ed equo” che escluda in modo definitivo lo sviluppo di armi nucleari. “Il tempo stringe, è davvero essenziale”, ha scritto, ribadendo che gli Stati Uniti non accetteranno mai un Iran dotato di armi atomiche.

Il precedente e la minaccia di nuovi attacchi

Trump ha ricordato che un suo precedente avvertimento era stato seguito da un’azione militare a giugno e ha lasciato intendere che un’escalation è possibile. “Il prossimo attacco sarà molto peggiore. Non fatelo più accadere”, ha affermato, sottolineando che una “armata” statunitense è in movimento verso la Repubblica Islamica.
Durante il suo primo mandato, Trump si era ritirato unilateralmente dall’accordo nucleare del 2015 tra l’Iran e le potenze mondiali, aprendo una fase di forte tensione tra Washington e Teheran.

Rafforzamento militare USA nella regione

Il presidente ha inoltre confermato che una forza navale statunitense guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln si sta avvicinando all’Iran. Secondo funzionari statunitensi citati da Reuters, la portaerei e le navi di supporto sono arrivate in Medio Oriente dopo essersi spostate dalla regione Asia-Pacifico, nel quadro di un rafforzamento militare legato all’aumento delle tensioni.
Trump ha ribadito che gli Stati Uniti interverrebbero qualora Teheran riprendesse il suo programma nucleare, dopo i raid aerei di giugno condotti da forze israeliane e statunitensi contro installazioni nucleari iraniane.

Il quadro politico e le valutazioni di Washington

Mercoledì, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato al Congresso che il governo iraniano appare “più debole che mai” e che l’economia del Paese è vicina al collasso, prevedendo un ritorno delle proteste di piazza. Tuttavia, secondo diverse valutazioni dell’intelligence statunitense, non emergono al momento fratture significative all’interno dei vertici del potere iraniano.
Un funzionario americano ha riferito che Trump non ha ancora deciso se intervenire militarmente e che l’attuale debolezza di Teheran potrebbe rendere più efficace la pressione diplomatica per ottenere un accordo sulla denuclearizzazione.
Nel frattempo, l’Unione Europea si prepara a discutere nuove sanzioni contro l’Iran in risposta alla repressione delle proteste, con la possibilità di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche.

La risposta dell’Iran

Le autorità iraniane hanno reagito con fermezza alle minacce statunitensi. Un alto diplomatico di Teheran ha avvertito che anche un’azione militare limitata da parte degli Stati Uniti riceverebbe una risposta “dura e con pieno rammarico”, respingendo al tempo stesso le voci su presunti colloqui segreti tra Iran e Stati Uniti.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che l’Iran non accetterà negoziati finché continueranno “prepotenze, minacce e imposizioni”, sottolineando che una diplomazia imposta con la forza non può essere efficace. Ha confermato di non aver avuto contatti recenti con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e ha escluso richieste di negoziati da entrambe le parti.
Araghchi ha insistito sul fatto che eventuali colloqui dovrebbero avvenire su un piano di parità, basati sul rispetto reciproco e su benefici condivisi, ribadendo il diritto dell’Iran a un programma nucleare pacifico. Ha inoltre sottolineato le preoccupazioni diffuse nella regione per il rischio di un conflitto più ampio, evidenziando che Paesi vicini come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita non permetterebbero l’uso del proprio spazio aereo per attacchi contro l’Iran.


Foto copertina: Trump minaccia Teheran