Accordo nucleare Vietnam-Russia

Autore: Alexander Miridonov | Russian Prime Minister Mikhail Mishustin and Vietnamese Prime Minister Pham Minh Chinh take part in a signing ceremony of an agreement on cooperation in the construction of a nuclear power plant on the territory of Vietnam, in Moscow, Russia, March 23, 2026. Sputnik/Alexander Miridonov/Pool via REUTERS
Russian Prime Minister Mikhail Mishustin and Vietnamese Prime Minister Pham Minh Chinh take part in a signing ceremony of an agreement on cooperation in the construction of a nuclear power plant on the territory of Vietnam, in Moscow, Russia, March 23, 2026. Sputnik/Alexander Miridonov/Pool via REUTERS

La cooperazione nucleare tra Hanoi e Mosca tra sicurezza energetica, sviluppo economico e bilanciamento geopolitico.


A cura di Federica Masellis

Contesto immediato

La firma dell’accordo tra Vietnam e Federazione Russa per la costruzione della centrale nucleare Ninh Thuan 1, avvenuta nel marzo 2026 durante la visita ufficiale del Primo ministro vietnamita Pham Minh Chinh a Mosca, si inserisce in una traiettoria politica ed energetica già delineata da Hanoi negli ultimi anni. Lungi dall’essere una risposta contingente, la decisione riflette una strategia strutturale volta a sostenere la crescita economica attraverso il rafforzamento della sicurezza energetica.
Già nel novembre 2024, il Governo vietnamita aveva annunciato il riavvio del programma nucleare, precedentemente sospeso nel 2016, evidenziando la necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale in un contesto di domanda in forte crescita.[1] Le proiezioni ufficiali indicano infatti un aumento significativo del fabbisogno elettrico nel medio-lungo periodo, legato al rapido sviluppo economico del Paese.[2]
Parallelamente, la pianificazione nazionale vietnamita ha fissato obiettivi di lungo periodo orientati alla trasformazione del Paese in un’economia ad alto reddito entro il 2050, collegando direttamente la questione energetica alle strategie di sviluppo industriale[3] In questo quadro, il nucleare emerge come una componente sempre più rilevante del mix energetico nazionale.
L’International Atomic Energy Agency ha inoltre confermato che il Vietnam sta sviluppando l’infrastruttura necessaria per sostenere un programma nucleare civile, integrandolo progressivamente nella pianificazione energetica nazionale.[4] Il contesto immediato dell’accordo con la Russia è dunque quello di una decisione già maturata a livello politico e istituzionale, ora tradotta in una partnership tecnologica concreta.

Le notizie

L’accordo tra Vietnam e Federazione Russa per la costruzione della centrale nucleare Ninh Thuan 1 è stato formalizzato nel corso della visita ufficiale del Primo ministro vietnamita Pham Minh Chinh a Mosca, dove ha incontrato il suo omologo russo Mikhail Mishustin.[5] L’intesa prevede la realizzazione di due reattori nucleari di tecnologia russa VVER-1200, con una capacità installata complessiva di circa 2.400 megawatt, affidati alla società statale russa Rosatom.[6]
Secondo la comunicazione ufficiale vietnamita, l’accordo non si limita alla costruzione dell’impianto, ma include una cooperazione più ampia nei settori della scienza, della tecnologia e della formazione del personale, delineando una partnership di lungo periodo tra i due Paesi.[7] Parallelamente, le autorità russe hanno presentato il progetto come parte di un rafforzamento complessivo delle relazioni bilaterali, includendo anche cooperazione nei settori energetico, tecnologico e infrastrutturale.[8]
L’intesa si colloca in un contesto di crescente pressione sul sistema energetico vietnamita. Negli ultimi anni, l’aumento della domanda interna e la volatilità dei mercati energetici internazionali hanno spinto Hanoi a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.[9] In questo quadro, il nucleare viene nuovamente considerato come una soluzione stabile e a lungo termine per sostenere la crescita economica.

Interpretazione e implicazioni strategiche

L’accordo tra Vietnam e Federazione Russa per la costruzione della centrale nucleare Ninh Thuan 1 non può essere interpretato esclusivamente come una decisione energetica. Piuttosto, esso riflette una scelta strategica che combina esigenze di sicurezza energetica, obiettivi di sviluppo economico e considerazioni geopolitiche più ampie.
In primo luogo, il ritorno al nucleare segnala la volontà di Hanoi di ridurre la vulnerabilità derivante dalla dipendenza da fonti energetiche tradizionali e dalle fluttuazioni dei mercati internazionali, evidenti nel contesto delle recenti tensioni sulle rotte energetiche globali.
In particolare, le dinamiche legate allo Stretto di Hormuz –  attraverso cui transita una quota significativa del commercio mondiale di petrolio – hanno evidenziato la vulnerabilità delle economie asiatiche agli shock di approvvigionamento e alla volatilità dei prezzi.[10]
In questo senso, il nucleare rappresenta una soluzione che consente di stabilizzare la produzione energetica nel lungo periodo, contribuendo al sostegno di un’economia in rapida espansione.[11] Tale scelta si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione del mix energetico e di pianificazione di lungo periodo.
Allo stesso tempo, la natura della cooperazione con la Russia suggerisce che il progetto abbia implicazioni che vanno oltre la dimensione economica. Come evidenziato anche dalla letteratura, la cooperazione nucleare civile tende a creare relazioni strutturali di lungo periodo tra Paese fornitore e Paese destinatario, in quanto implica trasferimento tecnologico, formazione del personale e dipendenza operativa lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto.[12] In questo quadro, il ruolo di Rosatom emerge non solo come fornitore tecnologico, ma come attore capace di consolidare la presenza russa nei mercati energetici internazionali anche in un contesto di sanzioni.[13]
In questo senso, la cooperazione nucleare può essere letta come uno strumento di proiezione di influenza, attraverso cui la Russia costruisce relazioni di lungo periodo basate su infrastrutture critiche, come dimostrano progetti avviati in paesi come il Bangladesh (centrale di Rooppur) o la Turchia (centrale di Akkuyu), caratterizzati da modelli di cooperazione che includono finanziamento, costruzione e gestione operativa da parte russa.[14]
Dal punto di vista geopolitico, l’accordo riflette inoltre una strategia di bilanciamento da parte del Vietnam. Hanoi mantiene tradizionalmente una politica estera caratterizzata da diversificazione delle partnership e da un’attenta gestione delle relazioni con le grandi potenze. In questo contesto, la cooperazione con la Russia nel settore nucleare consente al Vietnam di rafforzare la propria autonomia strategica senza compromettere i rapporti con altri attori regionali e globali.
Infine, il progetto si inserisce in una dinamica regionale più ampia, in cui diversi Paesi del Sud-Est asiatico stanno rivalutando il nucleare come alternativa alle fonti fossili.
Questa tendenza è alimentata sia dalla necessità di sostenere la crescita economica sia dall’esigenza di ridurre le emissioni, rendendo il nucleare una componente sempre più rilevante nelle strategie energetiche della regione.

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Possibili scenari

L’accordo tra Vietnam e Russia apre a una serie di sviluppi che vanno oltre la dimensione bilaterale e che dipenderanno dall’evoluzione del contesto energetico e geopolitico internazionale.
Un primo scenario è quello di una implementazione lineare e di successo del progetto, in cui la centrale di Ninh Thuan 1 diventa un pilastro della sicurezza energetica vietnamita. In questo caso, il nucleare contribuirebbe in modo significativo alla stabilizzazione della produzione elettrica e al sostegno della crescita economica, rafforzando al contempo la cooperazione tecnologica con la Russia.[15] Questo scenario presuppone tuttavia stabilità politica, sostenibilità finanziaria del progetto e assenza di interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
Un secondo scenario riguarda invece una crescente dipendenza strutturale dalla Russia. La natura stessa della cooperazione nucleare — che include tecnologia, combustibile e supporto operativo — potrebbe consolidare un legame asimmetrico tra Hanoi e Mosca nel lungo periodo.[16] In un contesto internazionale segnato da sanzioni e tensioni geopolitiche, ciò potrebbe esporre il Vietnam a rischi indiretti, limitandone i margini di manovra strategica.
Un terzo scenario, infine, è quello di una diversificazione strategica da parte del Vietnam. In linea con la propria tradizionale politica estera, Hanoi potrebbe utilizzare l’accordo con la Russia come leva negoziale, mantenendo al contempo aperture verso altri partner internazionali nel settore energetico. Questo permetterebbe di bilanciare i benefici della cooperazione con Mosca con la necessità di evitare eccessive dipendenze da un singolo attore.

Conclusione

Nel complesso, l’accordo per la costruzione della centrale nucleare Ninh Thuan 1 rappresenta un passaggio significativo nella strategia energetica e geopolitica del Vietnam. Esso riflette una scelta di lungo periodo che intreccia sicurezza energetica, sviluppo economico e gestione delle relazioni internazionali.
Al di là della sua dimensione tecnica, il progetto evidenzia come il nucleare civile possa diventare uno strumento di proiezione strategica e di costruzione di relazioni strutturali tra Stati. Allo stesso tempo, esso pone il Vietnam di fronte alla necessità di bilanciare i benefici della cooperazione con i rischi connessi a una crescente interdipendenza tecnologica e politica.
In questo senso, il significato dell’accordo non risiede soltanto nella costruzione di un’infrastruttura energetica, ma nella sua capacità di ridefinire, almeno in parte, il posizionamento strategico del Vietnam all’interno del sistema internazionale.


Note

[1] Government of Vietnam,”Viet Nam to Restart Ninh Thuan Nuclear Power Project,” Government News, 2024, accessed 03/04/26, https://en.baochinhphu.vn/viet-nam-to-restart-ninh-thuan-nuclear-power-project-111241130191949533.htm.
[2] Ibid.
[3] Government of Vietnam,”National Green Growth Strategy for 2021-2030, vision towards 2050,” Government News, 2021, accessed 03/04/26, https://en.baochinhphu.vn/national-green-growth-strategy-for-2021-2030-vision-towards-2050-11142515.htm.
[4] International Atomic Energy Agency,”IAEA Reviews Viet Nam’s Nuclear Power Infrastructure Development,” IAEA, 2025, accessed 03/04/26, https://www.iaea.org/newscenter/pressreleases/iaea-reviews-viet-nams-nuclear-power-infrastructure-development.
[5] Ministry of Industry and Trade of Vietnam,”Vietnam and Russia Officially Commit to Nuclear Power Development,” MOIT, 2026, accessed 03/04/26, https://moit.gov.vn/en/news/vietnam-and-russia-officially-commit-to-nuclear-power-development.html.
[6] Rosatom State Atomic Energy Corporation, Annual Report 2022 (Moscow: Rosatom, 2022),  https://report.rosatom.ru/go_eng/go_rosatom_eng_2022/rosatom_2022_eng.pdf. [7] Ministry of Industry and Trade of Vietnam, “Vietnam and Russia Officially Commit to Nuclear Power Development.”
[8] Government of the Russian Federation,”Meeting between Mikhail Mishustin and Prime Minister of Viet Nam Pham Minh Chinh,” Government.ru, 2026, accessed 03/04/26, http://government.ru/en/news/58147/.
[9] International Atomic Energy Agency, “IAEA Reviews Viet Nam’s Nuclear Power Infrastructure Development.”
[10] U.S. Energy Information Administration,”World oil transit chokepoints play an important role in global energy security,” Today in Energy, 2024, accessed 10/04/2026, https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=61002.
[11] Ministry of Industry and Trade of Vietnam, “Vietnam and Russia Officially Commit to Nuclear Power Development.”
[12] Murina, “International Cooperation of the State Atomic Energy Corporation ROSATOM under Sanctions,” RUDN Journal of Economics 32, no. 3 (2024): 470–488, https://doi.org/10.22363/2313-2329-2024-32-3-470-488,  https://doaj.org/article/8330607815d643c2985a6989d4cff9a2.
[13] Rosatom State Atomic Energy Corporation, Annual Report 2022.
[14] Ibid.
[15] Ministry of Industry and Trade of Vietnam, “Vietnam and Russia Officially Commit to Nuclear Power Development.”
[16] Murina, “International Cooperation of the State Atomic Energy Corporation ROSATOM under Sanctions.”


Foto copertina: Russian Prime Minister Mikhail Mishustin and Vietnamese Prime Minister Pham Minh Chinh take part in a signing ceremony of an agreement on cooperation in the construction of a nuclear power plant on the territory of Vietnam, in Moscow, Russia, March 23, 2026. Sputnik/Alexander Miridonov/Pool via REUTERS