Oscar Luigi Scalfaro e quel “Io non ci sto” diventato famoso


Dal prossimo 24 gennaio inizieranno le votazioni per eleggere il successore di Sergio Mattarella. Ripercorriamo la storia dei dodici Presidenti della Repubblica. 
Oscar Luigi Scalfaro nono presidente in carica dal 28 maggio 1992 al 15 maggio 1999.


 

Oscar Luigi Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro fu ininterrottamente deputato dal 1946 al 1992, quando venne eletto nono Presidente della Repubblica italiana. Già Ministro dell’Interno e Ministro dell’Istruzione, come Capo dello Stato ha conferito l’incarico a sei Presidenti del Consiglio dei Ministri (Giuliano AmatoCarlo Azeglio CiampiSilvio BerlusconiLamberto DiniRomano ProdiMassimo D’Alema).
Durante la sua Presidenza, si verificò la discesa in campo di Silvio Berlusconi e prese avvio l’inchiesta Mani Pulite.
Nel 1950 Scalfaro fu protagonista di un episodio che fece molto scalpore, divenuto noto come “il caso del prendisole”. Seduto con alcuni colleghi di partito in un ristorante romano, riprese pubblicamente la giovane signora Edith Mingoni in Toussan, militante del Movimento Sociale Italiano, ritenendo sconveniente il suo abbigliamento che lasciava scoperte le spalle: la donna querelò Scalfaro e il collega Sampietro per ingiurie. Il processo per la querela non fu mai celebrato per l’amnistia intervenuta tre anni dopo, ma la signora Mingoni riferì a distanza di anni che quell’episodio le avrebbe “rovinato la vita”.

Biografia

Nato nel 1918 a Novara, si laurea in Giurisprudenza nel 1941. Prima Sottotenente di Commissariato in Sicilia, fu poi congedato nel 1942, quando divenne magistrato. Fu presidente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Novara Sin dall’inizio del suo mandato, Scalfaro è chiamato ad affrontare il fenomeno di “Tangentopoli”, svolgendo una impegnativa attività di rassicurazione rivolta agli italiani e agli osservatori internazionali sulla saldezza delle istituzioni italiane. Anche sul piano internazionale fu intensa la sua attività, date le numerose visite di Stato da lui compiute sia in Paesi dove mai erano state effettuate sia in quelli dove era consistente la presenza italiana in termini di comunità e di relazioni economiche. Per favorire il giuramento e l’insediamento del suo successore, Scalfaro, in anticipo sulla scadenza del mandato, rassegnò le dimissioni il 15 maggio 1999.

“A questo gioco al massacro, io non ci sto”

3 novembre 1993 in un discorso che Oscar Luigi Scalfaro da Presidente della Repubblica fece a reti tv unificate. Un discorso che arrivava come “risposta” a cinque giorni dall’arresto di Riccardo Malpica, l’ex potente direttore dei servizi segreti del Sisde. Arresto che era avvenuto nell’ambito di una storia di fondi neri e clientelismi. Malpica disse che Scalfaro negli anni in cui era stato ministro dell’Interno (dal 1983 al 1987) aveva percepito cento milioni di lire al mese dai fondi riservati del servizio segreto civile. Scalfaro in quel discorso parlò di “gioco al massacro” e denunciò come quelle accuse fossero una “rappresaglia” della classe politica travolta da Tangentopoli. I funzionari dei servizi segreti furono poi indagati per “attentato agli organi costituzionali”, condannati nel 1994 furono poi prosciolti nel 1996 per decorrenza dei termini, ma senza formula piena.

Frase celebre

Il primo anno nel fare gli auguri-era il 31 dicembre del 1992- con una specie di grido di speranza…no, no, con una certezza di fede dentro di me, ho detto: l’Italia risorgerà. Grazie a Dio e al popolo italiano, è risorta. È indispensabile che la risurrezione continui, sempre!” (Dal discorso di fine anno del 1998)


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Foto copertina: Oscar Luigi Scalfaro nono presidente della Repubblica